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30 gennaio 2012

Esoterismo, una scuola.

Ma le ragioni di una totale esclusione dal sapere tradizionale risale all'avvento
delle Chiese cristiane: "La vita dell'esoterismo si è dovuta
interfacciare con esse in quanto depositarie di un’unica verità". Da quel
momento per esoterismo si può intendere un insieme di conoscenze e riti che
hanno vita riservata perché la Chiesa li condanna. Ma per esoterismo si può
intendere anche  una tradizione di paradigmi culturali che non coincidono
con quelli storicamente egemoni, questione che oggi si ripropone con flussi
migratori che portano in occidente culture diverse, spesso ricche di tradizioni
esoteriche”.

Riguardo alla massoneria oggi si parla molto del suo rapporto con l'Unità
d'Italia: “Le discussioni sull'appartenenza alla massoneria di Giuseppe
Mazzini sono un falso problema.  Mazzini fu dapprima dirigente carbonaro
e, mentre era in carcere, gli furono conferiti gradi massonici da Passano, un
capo della massoneria, in modo che potesse comunicare all’esterno con dirigenti
di logge e, anche successivamente, si avvalse di massoni che simpatizzavano con
il suo programma politico. Nel periodo dell'Unità d'Italia fiorirono molte
scuole di origine esoterica. Ebbero un ruolo importante le Vendite Carbonare:
puntavano sulle libertà politiche e sulla concessione di una costituzione, come
in altri paesi d'Europa. Per quanto riguarda la massoneria, è sempre stato un
luogo di accettazione delle diversità, dunque circolarono spesso in essa
progetti alternativi rispetto a quelli dominanti.

La Chiesa cattolica ha sempre criticato le concezioni  della massoneria,
dichiarandole incompatibili con la propria dottrina, sia perché è proprio della
massoneria legittimare una pluralità di vie per la ricerca della verità, ciò
che la Chiesa condanna come relativismo, sia perché in Italia e in altri paesi
latini le lotte liberali per una democrazia costituzionale si sono trasformate
in movimenti anticlericali contro il potere temporale vaticano.". 

Poi aggiunge: "Il rapporto tra massoneria e politica è spesso oggetto di letture errate. Più volte nella storia, al contrario dei luoghi comuni, sono stati i politici ad utilizzarla per meglio realizzare i loro programmi. D’altra parte essendo la massoneria una associazione radicata nei gruppi dirigenti, è facile trovare massoni fra i dirigenti politici ma in  tutti i partiti, anche se la presenza maggiore la troviamo nei partiti laici, dai repubblicani ai liberali e ai socialisti”. 

E sul proliferare delle sette e delle aggregazioni
: "La società in continuo cambiamento genera molta insicurezza, questo contesto spiega l'esigenza di trovare un'identità in gruppi con ideali comuni. Sono favorevole al principio della libertà associativa, anche se alcune sette che vengono dagli Stati Uniti sono talora responsabili di truffe. Ma per questo ci sono i controlli e la vigilanza che la legge prevede. Il falso allarmismo è molto diffuso ed è pericoloso".

 




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28 gennaio 2012

VERGOGNA DIREZIONE RAI,LA CRISI E' SOLO PER PENSIONATI E POVERA GENTE.AUMENTATE IL CANONE PER STRAPAGARE CELENTANO

Ed ecco l'Italia dei sacrifici:
il moralismo di Celentano ci costa fino a 750mila euro.
Vergogna.............................
Come già per Benigni, il cachet del Molleggiato sarà esorbitante: 300mila euro a puntata con un tetto massimo di 750mila euro. Alla faccia dei sacrifici per tutti,alla faccia dei
sacrifici della povera gente,dei lavorastori, dei pensionati.
Che si vergogni chi adepera i denaro di chi sostiene realmente
sacrifici.

di Andrea Indini - 27 gennaio 2012, 17:18
Adriano Celentano ci sarà. Trecentomila euro a puntata e un tetto massimo di settecentocinquantamila euro. Niente spot pubblicitari, perché il maestro non può essere interrotto dal bieco capitalismo, e blocchi da venticinque minuti.
Adriano Celentano

Adriano Celentano
ingrandisci immagine
I termini dell'accordo tra i vertici della Rai e il Molleggiato sono un colpo durissimo. Dopo un lungo teatrino fatto di polemiche, accuse di censura e contrattazioni serrate viale Mazzini ha raggiunto l'intesa con Clan Celentano per riuscire ad avere il cantante al festival di Sanremo. Una presenza che agli italiani costerà oltre diecimila euro al minuto.


Alla fine hanno vinto il Molleggiato e la sua cricca. Un cachet con troppi zero che di sicuro farà imbestialire non pochi italiani. Un cachet con troppi zero come già se ne sono visti per ospiti come Roberto Benigni. Questa volta, però, oltre all'esborso economico Celentano ha messo tutta una serie di paletti che, inizalmente non trovavano il consenso dei vertici di viale Mazzini. Il contratto, oltre ai punti già concordati da tempo come appunto il compenso economico, recepisce l’accordo verbale raggiunto lunedì sera al telefono dal direttore delle Risorse Artistiche Valerio Fiorespino e l’avvocato del Clan Celentano sugli altri punti: dalla massima libertà per il Molleggiato (nel solo rispetto del codice etico) al diktat sugli spot pubblicitari. Insomma, l'intesa comporta solo minime limature dopo l’invio, mercoledì scorso, da parte del Clan a viale Mazzini della bozza definitiva
"La firma - spiegano fonti vicine alla Rai in una anticipazione della Adnkronos - permette all’organizzazione del festival di arrivare con più serenità all’appuntamento con la conferenza stampa ufficiale del Festival, prevista al Teatro del Casinò di Sanremo martedì prossimo"
. Adesso Celentano è stato accontentato in tutto e per tutto. Dopo una settimana di teatrino (con Claudia Mori che accusava la tivvù di Stato di censurare il marito), è stato superato anche l'ostacolo delle interruzioni pubblicitarie separando la prima performance di Celentano da eventuali altri interventi nelle serate successive. Con un piccolo trucco: il primo intervento del cantante milanese sul palco dell’Ariston verrà inquadrato come evento eccezionale e, per questo motivo, non verrà interrotto da alcuna pubblicità. La stessa prassi fu seguita l'anno scorsi per l’esegesi dell’Inno di Mameli fatta da Benigni.
Tutt'altro discorso è stato portato avanti da viale Mazzini per gli interventi che Celentano farà nelle serate successive: questi potranno essere interrotti solo se supereranno i tempi degli intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che sono comunque corposi: all'incirca 25 minuti. Se da una parte il Molleggiato "schifa" gli spot pubblicitari, dall'altra non disdegna certo i lauti compensi: come già circolato nei giorni scorsi, il Molleggiato percepirà 300mila euro a puntata per un massimo cumulabile di 750mila euro. Una cifra importante, soprattutto se a sborsarla è la televisione pubblica in tempi crisi economica in cui agli italiani vengono chiesti continui sacrifici.
Fonte: ilgiornale.it

 


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27 gennaio 2012

IL VEZZO DEI TAGLI NON HA NE' CONFINI NE' EQUITA'

Processo Mills, salto mortale dei giudici
pur di condannare Silvio Berlusconi

Il tribunale taglia tre testimoni citati dalla difesa per evitare il rischio della prescrizione e arrivare a sentenza l’11 febbraio

commenti
18

Processo Mills, salto mortale dei giudici pur di condannare Silvio Berlusconi
08:0027-gen

Quando la prescrizione incombe e in qualche modo bisogna tirare le 
fila, il giudice si rimangia le sue stesse ordinanze, cancellando, per 
ovviare alle sue stesse lentezze, i testimoni della difesa che prima 
aveva ammesso.Fonte:http://www.ilgiornale.it/tagli				


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26 gennaio 2012

Dalle alpi alla Sicilia é sempre la solita storia

ATO ambiente: condanna di 4 anni all’ex presidente Cimino per peculato. Carta aziendale utilizzata per lusso

Fonte: http://www.castelloincantato.it/?p=86126&print=1

 

Caltanissetta -Quattro anni di reclusione sono stati inflitti dal Gup di Caltanissetta, Francesco Lauricella, all’ex presidente dell’Ato Ambiente Cl 1 Giuseppe Cimino, 62 anni, accusato di peculato. L’amministratore, avrebbe utilizzato la carta di credito aziendale per spese personali. L’avrebbe strisciata in ben 54 occasioni spendendo 41.412 euro per pagare cene, ma anche per acquistare scarpe, borse e capi di abbigliamento griffati e per effettuare prelievi personali. L’inchiesta e’ partita da un esposto presentato alla Guardia di Finanza dall’attuale commissario Elisa Ingala, che spulciando i bilanci si e’ accorta dell’ammanco. Il Pm, Alessandro Aghemo aveva chiesto la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione. L’Ato si e’ costituita parte civile con l’avvocato Dino Milazzo. L’imputato e’ stato anche condannato al risarcimento dei danni.

Articolo stampato da Castello Incantato: http://www.castelloincantato.it
URL articolo: http://www.castelloincantato.it/?p=86126
Il Commento:
Anche Caltanissetta non rimane fuori da quel sistema  che,ormai diffuso 
a macchia d'olio in tutt'Italia,da tempo ,mi permetto denunciare.
Da tempo,infatti vocine di corridoio e di mala organizzazione circolavano nelle viscere dell'Ato- Ambiente di Caltanissetta , soprattutto per il - fumus - etereogeneo esternato da questo signor politico di razza che da anni ,come primario impegno,  ha esercitato l'attività del politico soprattutto negli anbiti del Comune di Caltanissetta , motivo per il quale rimane conosciuto. Ma come sempre accade,
un muro omertoso frammisto di politica e di cricca celavano una evidenza di lusso esternato senza pudore che da anni era sugli occhi di tutti i Nisseni.
Con l'avvento ,al Comune di Caltanissetta del Dott. Campisi ,la sua stellina- ha avuto una azione discendente,quando ,alla verifica di alcune anormalità amministrative sulla conduzione dell'Ato Ambiente ,sono emerse irregolarità contabili , successivamente sfociate in vere ed autentiche denunce nei suoi confronti,ultima probabilmente,quella dell'attuale commissario Dott.ssa Elisa Ingala.
Purtroppo un uomo asservito alla politica, come molti, che non si é potuto sottrarre alla  - manus longa della giustizia che ,una volta tanto , legge  i documentali dei procedimenti.
Aaronn



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25 gennaio 2012

E continuarono a burlarsi dei poveri fessi e mazziati.-

mercoledì 25 gennaio 2012

Più di 12.000 euro al mese e viaggi gratis: l'Austerity

 annunciata per i Deputati è una burla!

Il 30 gennaio doveva essere l'ora X, l'annunciato momento in cui i due presidenti delle Camere in maniera congiunta (e in diretta a reti unificate? ahahargh!) annunceranno i sospirati tagli ai costi della politica, ai privilegi della Casta e in particolare agli introiti dei parlamentari italiani. I più pagati del mondo!

Calderoli esulta per i tagli ai costi della politica: MA QUALI!?
Ma purtroppo la montagna sta per partorire il topolino: e se sul ritardo dei vitalizi si è scatenata la rivolta dei ricorsi, per quanto riguarda gli stipendi reali non succederà niente. Non ce ne sarà bisogno, perchè nella sostanza niente cambierà:
in pratica nella proposta che i tre deputati e i tre senatori questori stanno portando ai presidenti di Camera e Senato infatti restano del tutto intoccati sia l'Indennità che la Diaria. Resta in ballo solo la cifra destinata ai Rimborsi, 4100 euro al Senato, 3690 alla Camera.
Ma anche qui la cifra rimane immutata, quello che cambia è che resta forfettaria (cioè se la intascano senza dover dimostrare niente...) per la metà e per l'altra metà si dovrà dimostrare la spesa, in particolare col contratto ai portaborse, pardon agli "assistenti parlamentari".
A conti fatti continueranno a intascare più di 12000 euro netti al mese, più lo stipendio del portaborse che comunque in molti già effettivamente hanno!
In più le pensioni vengono agganciate a quelle degli alti burocrati come i Prefetti. Restano anche i voli gratuiti, solo verrà chiesto di usare più low cost e meno voli di linea... bontà loro! Fonte:http://infoaltra.blogspot.com/2012/01/arrivano-i-tagli-ai-deputati-ma-per.html     


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24 gennaio 2012

PRENDE PIEGA IL MOVIMENTO DEI FORCONI.

Notizie Economia: FORZA D'URTO E FORCONI, VERSO ROMA,
MA NON ABBANDONANO LA SICILIA, PROTESTA A PALERMO MERCOLEDI'
Scritto da Valentina Corrao   
forconiTorna normale la situazione in Sicilia, attraversata dai movimenti di protesta degli agricoltori ed autotrasportatori adesso si contano i danni, ma i presidi continuano, si prevedono nuove azioni.
Dopo una settimana di sciopero, si mobilitano verso Roma, in attesa dell'incontro tra Monti e Lombardo, i movimenti non daranno tregua alla Sicilia, mercoledi a Palermo tornerà il corteo dei Forconi che manifesteranno in città.
Restano presidi a Catania e Caltanissetta, il fronte dei manifestanti si divide su e giù per l'Italia, con la frangia più agguerrita che si è spostata verso Roma.
I forconi tornano a farsi sentire uno dei leader Mariano Ferro afferma: "Non vogliamo farci strumentalizzare da nessuno, avevano deciso di andare a manifestare Roma, ma gli agricoltori del Movimento dei Forconi hanno cambiato idea e mercoledì prossimo, in occasione dell'incontro tra il governatore siciliano Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti, manifesteranno a Palermo, attendiamo risposte concrete".


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24 gennaio 2012

CRONACA D'ITALIA E DELLE RIVOLTE APARTITICHE

Rivolta dei tir, ucciso un manifestante a Asti

Incidente ad Asti: un manifestante travolto e ucciso da un camionista tedesco. Continua la protesta dei tir contro i rincari. VIDEO: Le proteste degli autotrasportatori a GENOVA - SALERNO - CROTONE

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Rivolta dei tir, ucciso un manifestante a Asti
08:2924-gen
Ad Asti un autotrasportatore che stava manifestando sulla strada statale 10 è stato investito da un tir guidato da un tedesco: l'uomo è morto sul posto. Si tratterebbe di un incidente. Intanto continua la protesta degli autotrasportatori, che è stata programmato fino a venerdì. Ma, al termine del vertice Ue, Monti minimizza: "Qui non se n’è parlato...". Il Garante minaccia: "Ora precettiamo". Oggi serrata negli stabilimenti della Fiat per i mancati rifornimenti. Tassisti ancora in agitazione

Interni

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5
08:0024-gen

Il doppio volto del Pd:
ora condanna le proteste

Il doppio volto del Pd:ora condanna le proteste
Dopo la sbornia anti Cav, ora i democratici si schierano in difesa di Monti. Da Bersani alla Finocchiaro parole di fuoco contro i contestatori

Interni

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08:1024-gen

Crisi, Monti vuole tagliare
la cassa integrazione:
"Non ci sono le risorse"

Il premier: in futuro solo gli assegni ordinari. Sindacati in rivolta. I pm di Trani orientati ad ascoltare il Prof per l’inchiesta su S&P

Interni

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08:1524-gen

Berlusconi riparte da Milano:
Pdl in piazza a metà febbraio

Berlusconi riparte da Milano: Pdl in piazza a metà febbraio
Il Cav vuol riprendersi la città per rilanciare il partito. E al diktat di Bossi su Monti e Formigoni risponde con un invito a cena. Il governatore lombardo: "Divisi si perde"

Interni

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08:2024-gen

Ancora tensione nella Lega
Scoppia pure il caso Veneto
E Bossi commissaria Belsito

Ancora tensione nella Lega Scoppia pure il caso VenetoE Bossi commissaria Belsito
Zaia allarmato per il diktat del capo al Pdl: io non rompo. Ma Tosi: a Verona corro da solo e prendo anche i loro voti

Il naufragio

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08:2224-gen

I clandestini a bordo?
Ecco quanto è facile
imbarcare le "amiche"

Basta far richiedere un "passaggio familiare" da un sottoposto e il costo è zero. Oppure si registra la persona come "visitatore"

Il naufragio

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08:2524-gen

Concordia, Schettino:
"Quella nave non era sicura"

Concordia, Schettino:"Quella nave non era sicura"
Il legale di Schettino: "Aperti ulteriori filoni di indagine". E ipotizza avarie già alla partenza. I pm sentono De Falco per capire perché non fu rilevato l’incidente

Spettacoli

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08:3024-gen

Nel poliziesco all’italiana
ora i cattivi sono i celerini

Nel poliziesco all’italiana ora i cattivi sono i celerini
Nel film "Acab" di Sollima le forze dell’ordine si fanno giustizia da sé e sono legate da uno spirito di corpo che va oltre la legge. Una visione troppo parziale

Interni

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Milano e quell’arte
di distruggere le imprese

Si muore di tasse. Il governo pensa alla ripresa e alle liberalizzazioni. Ma non si rende conto che il nostro non è un paese a misura di impresa

Interni

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Monti rischia il posto sul tabù dell’articolo 18

Monti rischia il posto
sul tabù dell’articolo 18

Monti può toccare tutto: pensionati, lavoratori, professioni, benessere delle famiglie Ma gli è bastato sfiorare l’argomento licenziamenti per scatenare sindacati e sinistra

Interni

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Di Pietro torna pm: molto presto ci saràuna nuova Mani pulite

Di Pietro torna pm: 
molto presto ci sarà
una nuova Mani pulite

Fa il megafono delle Procure e lancia avvertimenti: "In Lombardia situazione compromessa. Al voto entro l’anno"

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Ingroia dai comunistiIl Csm bacchetta il pm:"Presenza inopportuna"

Ingroia dai comunisti
Il Csm bacchetta il pm:
"Presenza inopportuna"

La prima commissione del Csm ha proposto l'archiviazione perché trattasi di un caso isolato, ma ha riconosciuto la partecipazione del pm al congresso dei comunisti “inopportuna”, rinviando il fascicolo alla commissione che si occupa della valutazione di professionalità dei magistrati

Cronache

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Il figlio di Varenne ora corre per il Fisco

Il figlio di Varenne
ora corre per il Fisco

Mustang Grif, sequestrato tre anni fa a un evasore, fa ora parte della scuderia delle Fiamme gialle. E ha vinto già 150mila euro

Cultura

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Non credete a quel filmMargaret Thatcherreinventò l'Inghilterra

Non credete a quel film
Margaret Thatcher
reinventò l'Inghilterra

La pellicola con Meryl Streep mette in scena la statista in declino e malata. Ma le sfuggono la grandezza e la generosità di Maggie.Fonte:http://www.ilgiornale.it/


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23 gennaio 2012

IL LIBERO PENSARE

IL Libero pensiero

Farrell Sotto il loden era meglio la Thatcher Ecco perché Monti non combinerà nulla

Maggie vinse la guerra contro le corporazioni e cambiò l'Inghilterra. Purtroppo per l'Italia Mario non è della stessa pasta


Da inglese residente in Italia dico: l’Italia del 2012 mi sembra l’Inghilterra del 1979. Cioè: un Paese in procinto di affogare in una palude puzzolente di privilegi sleali, statali e non. Ci vorrebbe una Margaret Thatcher per tirarlo fuori dall’acquitrino ma diciamolo:  Monti non è Maggie. Bisogna liberare l’Italia dalla tirannia monopolistica di caste, ordini e sindacati e dalle giungla strozzante di leggi, norme e regole nel mercato di lavoro che la soffocano. Ci vorrebbe una Dama di ferro, insomma, con delle palle di ferro. Ma Monti, com’è messo? Sotto il loden, voglio dire.Beh, non si sa mai ma ho i miei forti dubbi che sia dotato  come si deve. Vuole liberalizzare il mercato di lavoro, dice. Bravo. Ma che fa? Si agitano i farmacisti e i tassisti e tutti quanti e fa subito retromarcia. Quelli lì, mica sono i minatori britannici Mister Monti, che hanno fatto la guerra civile in nome di un’industria nazionalizzata in fallimento. Ha vinto la Thatcher   ma la guerra è stata lunga e dura. E di conseguenza la sinistra inglese, distrutta, è tornata al potere solo 18 anni dopo con una versione light della destra,  il New Labour di  Blair.

Chiedo: ma come mai in Italia, per portare un pacchetto di antibiotici dal cassetto al banco della farmacia e stangare il povero malato con prezzi alle stelle ci vuole una laurea, un cappotto bianco e un distintivo carino? Basta una ragazza qualsiasi che sa leggere, no? In minigonna, volendo. Come mai per fare il tassista ci vuole una licenza che costa più di un appartamento con vista Colosseo? Basta una patente di guida e una mappa, no? Come mai ci vuole un notaio strapagato da strozzino per stipulare un contratto per la compravendita di una casa? A proposito, che cos’è un notaio? Come mai un imprenditore con più di 15 dipendenti non può licenziare un fannullone?

Nel caso della “Maggie” (pronunciato Maghi),  com’era chiamata anche dai nemici, non finiva ovviamente con la sconfitta dei minatori. La dama di ferro ha liberato il mercato di lavoro in ogni settore. Prima in Parlamento, tramite delle leggi toste. Poi  in piazza, tramite le forze dell’ordine che hanno tenuto dure.  Giorno dopo giorno, anno dopo anno, gridavano durante i tanti scioperi e manifestazioni «Maggie! Maggie! Maggie! Out! Out! Out!». Ma lei rimaneva al potere lo stesso. Per un motivo semplice: la democrazia aveva sconfitto la tirannia. La maggioranza silenziosa  votava per lei.

Ho vissuto quegli anni a Londra da giovane. Avevo una laurea da Cambridge ma non contava molto. Volevo fare il giornalista ma c’era crisi. Nessuno assumeva giornalisti, figuriamoci giornalisti aspiranti. Ma poi, grazie alla Thatcher, Rupert Murdoch, proprietario de The Times e The Sun, fra gli altri, ha potuto aprire la prima redazione computerizzata in Inghilterra. Ma doveva organizzare tutto nella massima segretezza! Naturalmente, una volta consapevoli di quello che ha combinato «that bloody bastard» Murdoch, i sindacati dei tipografici e giornalisti si sono incazzati come dei puma. Tutti piazza insomma a tempo indeterminato. Troppo tardi. Murdoch “lo squalo” aveva assunto una squadra di tipografici alternativi che sapevano usare la nuova tecnologia e i computer. E tanti giornalisti suoi avevano accettare la nuova redazione.  Ma non tutti. Quindi, Murdoch aveva bisogno urgente di giornalisti. Sì, io Farrell da Forlì detto l’inglese facevo ero uno di questi esterni. Per The Times. Ostia! Sì, ho fatto «the scab», cioè, il crumiro. E ne sono fiero. Ogni giorno per andare al lavoro dovevo passare il picchetto dei privilegiati esclusi che mi sputavano addosso e mi sgridavano. E così, ho iniziato la mia carriera da giornalista per la stampa nazionale. Fino a quel momento avevo lavorato solo per un piccolo giornale di provincia alla caccia delle ambulanze come si dice da noi. E pensate: non sapevo neanche usare un computer! Ma ho imparato presto. Thank you Maggie! Thank-you Murdoch!

Monti, chiaramente, non è fatto della stessa stoffa. E ho notato un’altra cosa nei suoi confronti. Cioè: non parla neanche l’inglese come da economista internazionale, si vanta di fare. A casa qui nella rossa Romagna  guardo Sky (inglese). Ed eccolo, l’ex rettore della Bocconi, accanto al premier inglese, Cameron, alla loro conferenza stampa mercoledì scorso al 10 di Downing Street. La sua dimestichezza con la mia lingua, ve lo dico io, non era al top. Anzi.

di Nicholas Farrell


FONTE- http://www.liberoquotidiano.it/


Farrell Sotto il loden era meglio la Thatcher Ecco perché Monti non combinerà nulla



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22 gennaio 2012

NOTIZIARIO DEL COMPASSO * I NODI D'AMORE *

La simbologia dei nodi


I significati del nodo sono molto diversi tra le diverse epoche e culture.
In alcune culture antiche era proibito indossare nodi in determinate occasioni (parto, matrimonio, morte).
Per gli Egizi il nodo si trova di frequente rappresentato nell’iconografia e nelle sculture in diverse posizioni: sulla testa, in mano o nelle cinture alla vita.
Il nodo di Iside è simbolo di immortalità è rappresentato su alcuni sarcofaghi.Esso è spesso formato con un laccio da calzare, perché il calzare; il calzare infatti lascia un traccia vivente sulla terra che calpesta.
Nell’antica Grecia durante la processione di Dioniso le donne si scioglievano i capelli; mentre fra i romani il flamine di Giove non doveva portare alcun nodo né sull’abito né nei capelli.
In Russia il nodo aveva una funzione rilevante nell’amore e nei rituali matrimoniali; l’abito nuziale, prevedeva infatti una cintura intrecciata con nodi con funzione scaramantica contro il malocchio.

In Marocco esiste un’antica usanza secondo cui lo sposo può avere rapporti sessuali con la sposa solo dopo aver sciolto sette nodi dalle sue vesti.
Una tradizione araba ancora in uso oggi il marito lega due rami di un albero prima di partite per un viaggio, se al suo ritorno trova i rami ancora legati è segno che la moglie gli è rimasta fedele.
Nelle tradizioni islamiche il nodo è simbolo di protezione contro il malocchio, cosi come avveniva presso i Greci e gli antichi Romani.
Esistono anche numerosi riferimenti ai “nodi magici”. Il Corano fa riferimento alla pratica delle streghe che annodavano nodi magici su cui soffiavano per legarvi un sortilegio.
Si parla anche di nodi magici da adoperare contro i nemici umani. M. Hamidullah nella sua traduzione del Corano raccomanda, di pregare Dio contro “il male di quelle che soffiano sui nodi”.
Ma i nodi possono anche essere benefici, utilizzati per difesa contro animali selvatici, demoni, malattie e persino contro la morte. Come nell’antico Egitto era segno di vita al contrario in altre culture al nodo è spesso associato un significato di morte. Nella mitologia greco-latina le Moire annodano e tagliano il filo della vita umana.
Nella mitologia indiana, i nodi sono legati alla divinità della morte Yama, ai demoni ed alle malattie.
In Iran il demone Astovidhatush lega l’uomo che sta per morire.
Gli Arunta australiani credono che i demoni uccidano gli uomini legando fortemente la loro anima con una corda per portarli nel Paese dei Morti.


Ma altri nodi hanno anche altri significati. Possono anche rappresentare gli intrecci della vita e le sue fatalità.
Quando intrecciati ripetutamente lungo una corda, i nodi possono rappresentare i vincoli che legano tra loro più persone in una sorta di catena di unione.
Il singolo nodo assume significati ben più specifici, cioè i compiti che ogni nodo deve svolgere per dare uno scopo preciso all’intera catena.


Il nodo è anche costrizione, intralcio, difficoltà, attorcigliamento.
Abramo Abulafia
(XII secolo) sostiene che lo scopo della vita è quello di liberare l’anima, cioè slegare i diversi nodi delle corde che la legano. Dopo avere sciolto tutti i nodi sopraggiunge la morte, cioè la vera vita. Analogo concetto si ritrova nel buddismo tibetano ne "Il libro dello scioglimento dei nodi”. Sciogliere è in relazione sia alla crisi che alla morte, sia alla soluzione che alla liberazione.
Secondo questa accezione dunque, da un punto di vista spirituale sciogliere i legami significa liberarsi dagli affetti per vivere su un piano più elevato.
Bisogna disfare, risolvere, sciogliere i nodi e non tagliarli come fece Alessandro con il nodo gordiano.


Il timone del carro di Gordio , re di Frigia, era legato con un nodo cosi intricato che nessuno sapeva scioglierlo.
Secondo l’oracolo, colui che vi fosse riuscito avrebbe conquistato il mondo. Moltissimi tentarono l’impresa, ma nessuno vi era mai riuscito. Nel 331 Alessandro Magno, durante la sua impresa contro il re persiano Dario, entrò nella città di Gordio e tagliò il nodo con un colpo di spada. Alessandro conquistò l’Asia, ma la perse subito ed il nodo si riformò.
Il nodo gordiano può essere visto come un nodo di natura sociale e psicologica. Se la spada di Alessandro rappresenta il lampo di genio (la soluzione nella non soluzione), forse scioglierà il nodo, ma se è solo simbolo di un atto di violenza il nodo si riforma.
Psicologicamente il nodo è simbolo di tutto ciò che limita. La pazienza, che scioglie invece di tagliare, assicura la libertà duratura perché basata sulla conoscenza delle cause e delle modalità del nodo e non su un gesto di mera violenza e ribellione


Nell’anello (principio femminile) si introduce l’estremità della corda (principio maschile). Schematicamente questo simbolo figura la forma di otto coricato, come il simbolo matematico dell’infinito. Girando nel nodo la corda ritorna al suo senso primitivo e le intersezioni centrali del laccio formano una doppia croce. Questo giro del nodo ricorda l’alchemico uroboros.

In realtà il simbolo matematico dell’infinito è più recente dei Tarocchi (1665), ma il nodo dell’amore e la ciclicità che esso rappresenta è invece molto antico e si può definire un archetipo che ha origini remote.
Sono state ritrovate cassette sarcofago egiziane, contenenti serpenti imbalsamati, sul cui coperchio è rappresentato un serpente il cui corpo e intrecciato in un nodo d’amore. Anche la denominazione di “d’amore” sembra corrispondere con l’archetipo di eternità che si perpetua appunto grazie all’amore tra maschio e femmina.

Fonte:http://pensieri-di-gandalf.blogspot.com




 


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22 gennaio 2012

IL PERCHE' DEVONO ANDARSENE A CASA.-

Taglio ai vitalizi: ora gli onorevoli fanno ricorso

Casta senza vergogna: 20 deputati si rivolgono al Consiglio di Giurisdizione della Camera, un unicum europeo



Taglio ai vitalizi: ora gli onorevoli fanno ricorso

Il sistema contributivo applicato alle pensioni non va proprio giù ai parlamentari. Molti dicono di essere vittime di una persecuzione ingiustificata. E così alcuni di loro hanno deciso di fare ricorso contro il taglio dei vitalizi deciso a dicembre dall'ufficio di presidenza della Camera. L'organo a cui hanno fatto ricorso gli onorevoli, tra cui ci sono esponenti di Pd, Pdl e soprattutto Lega è il Consiglio di giurisdizione di Montecitorio, un organismo che decide su tutte le controversie interne alla Camera. I deputati, a differenza di un normale cittadino, non devono fare ricorso al Tar, basta rivolegersi a questo speciale consiglio, un unicum in Europa.

Ricorsi da Pd, Pdl e Lega - Il presidente del peculiare ogano è Giuseppe Consolo del Pdl, che ha riferito di una ventina di pratiche già arrivate, soprattutto. Tutti però vogliono rimanere nell'anonimato. Tranne uno, il deputato del Pdl Roberto Rosso che, al Corriere della Sera, conferma di aver fatto ricorso. "Certo che ho fatto ricorso. E' stata fatta una palese violaione delle norme. Sono alla quinta legislatura e avevo maturato il diritto di andare in pensione a 50 anni - spiega il deputato -. Ora, i diritti acquisiti sono intangibili. Per tutti evidentemente tranne per i parlamentari". Non vuole sentir parlare di Casta, Rosso: "Guardi che guadagno 60 mila euro, ho la segreteria a Vercelli e pago il rimborso spese di 7.500 euro, vitto, alloggio e taxi. Ho persino rinunciato alla seconda pensione da avvocato unico in Parlamento". Il deputato Pdl sembra un fiume in piena: "Lo sa che siamo la sola categoria che è tagliata 2000 euro? E che abbiamo la tassazione al 63 per cento?". Rosso non indietreggia nemmeno quando gli fanno notare che non è un bel segnale, in tempo di crisi, farsi annullare i tagli ai vitalizi. "Senta, questo sembra un Paese di cretini. Se dobbiamo implorare la povertà genuflessa come valore principe, facciamolo. Ma molti dirigenti dello Stato guadagnano più di me".Fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news





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21 gennaio 2012

LA FORZA , l'ORGOGLIO,LA CODARDIA.-

 


I Forconi varcano lo Stretto: blocchi da Villa San Giovanni a Catanzaro
tir.jpgNel terzo giorno di sciopero in Sicilia, la protesta, promossa dal Movimento dei Forconi si estende anche alla regione più vicina all’Isola: la Calabria. Infatti, oltre ai blocchi delle autostrade siciliane, i manifestanti hanno istituito un primo blocco a Villa San Giovanni, luogo in cui attraccano i traghetti da e per la Sicilia. Lo sciopero proclamato dagli autotrasportatori siciliani aderenti all’Aias, al movimento dei forconi, con un atteso effetto domino ha già raggiunto tutta la Calabria, con presidi che si sono rapidamente diffusi in tutta la regione da Reggio Calabria a Catanzaro. Anche in Calabria la protesta viene portata avanti dai camionisti dei Tir e non si sa per quanto tempo hanno intenzione di paralizzare la regione. Secondo le prime informazioni giunte dalla Calabria, molti camionisti stanno attualmente bloccando la statale 280, uno dei pochi collegamenti stradali tra Catanzaro e Lamezia Terme. Il blocco principale nella regione è stato individuato all’uscita di una galleria all’altezza del Sandinato. I camionisti calabresi si uniscono a quelli siciliani per protestare contro il rincaro del costo del gasolio e per gli elevati costi di gestione dei mezzi.
 
Una danza per il "Movimento dei forconi"
Il gruppo di danza popolare di Caltanissetta ha deciso di sostenere il "Movimento dei forconi", danzando giovedì 19 gennaio, alle 15, presso il presidio dell’hotel Ventura. "La danza popolare  - si legge in una nota - è cultura, crea e fonda, insieme alla musica e ad altre forme di espressione, l’identità di un popolo. La danza popolare appartienente al popolo. Danzare insieme al "Movimento dei forconi" significa, per noi, sostenere in modo creativo e propositivo la protesta, ricordare insieme la nostra cultura di appartenenza e la sua bellezza, portare anche le donne nei presidi con la loro forza e con la loro capacità di ascolto e dialogo. Le donne siciliane sostengono e condividono la loro cultura di appartenenza e la dignità di essere donne in una terra complessa, difficile ma piena di storia, energia e forza".
 
Operazione “Forza d’Urto”: vertice in Prefettura
forconi.jpgOggi, 18 gennaio, alle ore 12:00, presso la Prefettura di Caltanissetta, si è svolto un incontro tra i Sindaci di Caltanissetta, Gela, Butera, Riesi, Niscemi e Mazzarino, alla presenza del Prefetto, Umberto Guidato, del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, per affrontare le problematiche emergenziali conseguenti il blocco e lo stato di agitazione per l’operazione “Forza d'urto”. I Sindaci presenti hanno chiesto rassicurazioni sul mantenimento dei servizi essenziali alle popolazioni dei territori interessati e hanno convenuto di chiedere congiuntamente, al Governo Regionale e Nazionale, l'immediata convocazione di un tavolo di confronto con i rappresentanti dei manifestanti che, da tempo, chiedono di essere ascoltati, auspicandosi così che in tempi brevi si possa tornare alla normalità.FONTE http://www.giornalenisseno.com/

 IL commento:

Probabilmente ,a suo modo d'intendere la protesta, Confindustria pone in essere delle ragioni che,anche se a prima vista sembrano gratuite,dopo attenta riflessione le si deve riconoscere che,in fin dei conti ,fa i propri interessi. E tuttigli italiani sanno cosa rappresenta e chi rappresenta CONFINDUSTRIA, almeno nel comparto Siciliano.
Non mi sento di sposare appieno le frasi ultime dei loro rappresentanti che vivono in un contesto siciliano  e bene comprendono che la loro istituzione esprime e vive dei contributi di tutti gli iscritti all'industria ,in speciale modo  dei costruttori edili.


Certamente un danno all'impresa e all'industria giunge da tale movimento,ma ormai sono finiti i tempi in cui si diceva: " dopo il danno la beffa " ed i Siculi, indipendentemente di quel che evacua "Confindustri" , come i Padani e come tanti italiani che hanno a cuore la propria terra, devono reagire. Bossi, alcuni anni fa disse che se il federalismo non fosse arrivato alla "Padania" avrebbero abbracciato i fucili ,ebbene ogni ciarlatano nella sua piazza può dire di tutto.Il popolo siciliano che ciarlatano non é non voterà più ciarlatani,almeno si spera, ma si comporterà alla stregua di questo manifestino; piccolino, piccolino,ma che vuol dire  a tutti i ladroni d'Italia e agli speculatori che bivaccano da tempo attorno alla mangiatoia politica che il fieno sta per esaurirsi, anzi non viene più portato nelle stalle.


Avete fatto caso illustri lettori d'ogni censo, che fra i manifestanti non s'é visto un medico, un farmacista,un industriale,un costruttore edile, un dentista o un avvocato ? Chiedetevene il motivo e poi troverete la risposta.

Ebbene, per concludere, Vi dico che se questo Governo, che é nato per mettere la politica al bando perché litigiosa ed inefficiente, avesse efficacemente diminuito i parlamentari, avesse almeno dimezzato gli introiti di tutta la politica, avesse tolto ,indebitamente percepiti, i vitalizi di 60 anni di bivacco presso gli scanni della "Repubblica", perché ottenuti con leggi per loro conto, il popolo siciliano si sarebbe sentito orgoglioso di partecipare al riassetto dello Stato e dell'economia.
Ma Tanto non é stato fatto, basti osservare come l'ex Ministro Amato,per fare un esempio, ancora lo si osserva bivaccare e gironzolare vicino ai potentati politici del momento per tentare un ulteriore aggancio per ricevere incarichi di ogni sorta,e con la vituperata sfacciataggine di diffondere paure ed anatemi , se l'attuale governo non avesse introdotto almeno un paio di politici-tecnici nel suo organico, con molta facilità si sarebbe aiutata la diffusione dell'antipolitica.

 Ebbene ,da queste manifestazioni ,si intravede come tanti Politici d'ogni misura attendono di ricevere un appannaggio da quella camera dei " Lordy " che ad oggi ha portato il paese alla discarica.

I Siciliani hanno ragioni da vendere e sono certi che a essi, domani si uniranno i calabresi fino a congiungersi con tutto il popolo dei pensionati dei monoreddito d'Italia che, con l'avvento disgraziato dell'euro ,in un baleno si sono visti dimezzare lo stipendio ,i vitalizi ,le pensioni mentre gli introiti di tutti i parlamentari si sono raddoppiati e la delinquenza ancora transita imperterrita e senza giudizio per gli scanni dei due transatlantici.

Ebbene i siciliani ,non rimarranno ad osservare ,non rimarranno a mostrarsi né a essere dei -mafiosi -,ma potranno avere buoni motivi per rivendicare le loro molteplici ragioni. Aaronn

 


 

             


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21 gennaio 2012

NON SI PLACHERANNO NE " IL MOV.TO DEI FORCONI NE' "FORZA D'URTO"

LE CINQUE GIORNATE SICILIANE

Forza d'Urto: «Sarà sciopero ad oltranza»
In piazza anche gli studenti|Le immagini

Il movimento si spacca: l'Aias alla mezzanotte di oggi interromperà la protesta iniziata domenica scorsa

PALERMO - Al quinto giorno della protesta che ha paralizzato la Sicilia il movimento si spacca. L'Aias alla mezzanotte di oggi (venerdì 20 gennaio), come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero, interromperà la protesta iniziata domenica scorsa. «Tutti gli altri autotrasportatori indipendenti insieme a tutti gli altri aderenti a Forza d'urto continueranno invece la protesta a oltranza». Lo ribadisce in una nota lo stesso comitato. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo ha chiesto invece un incontro al Presidente del Consiglio Mario Monti che dovrebbe svolgersi mercoledì 25 gennaio. «Le rivendicazioni sono condivise e condivisibili», afferma il governatore, «e alcune sono relative alle nostre competenze. E per questo stiamo facendo il possibile». «Mi auguro», ha concluso, «che il governo, a partire dal presidente del Consiglio, possa essere sensibile rispetto a certe problematiche che riguardano la Sicilia».

Forza d'Urto, città sotto assedio: le foto
  • Trapani

BLOCCHI STRADALI ATTIVI - Intanto sono ventisei i blocchi stradali ancora attivi in sette province siciliane organizzati dal movimento Forza d'Urto e che in cinque giorni hanno bloccato tir, autobotti, camion carichi di alimenti, carburante, e altri prodotti. Ogni presidio ha un proprio responsabile che coordina il blocco e decide chi deve superarlo. Continua inoltre lo sciopero della fame di uno dei leader del movimento dei Forconi, Martino Morsello, in seguito alle dichiarazioni del presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che ha denunciato infiltrazioni mafiose tra i manifestanti. «Col mio gesto», dice Morsello, «voglio che venga accertata la verità di tali gravissime affermazioni e conoscere i nomi dei personaggi mafiosi che potrebbero essere vicini al nostro movimento. Sono sicuro che da parte di tre protagonisti, Mariano Ferro, Giuseppe Scarlata e me, che hanno costituito il movimento, non ci può essere nessuna ombra di dubbio di collegamenti con esponenti mafiosi. Mi rendo disponibile a collaborare con Lo Bello e i rappresentanti di categoria e le istituzioni per arrivare ad accertare eventuali infiltrazioni nel movimento».

Forconi, anche gli studenti in piazza: foto
  • Gli studenti scendono in piazza: «Solidali con chi lotta»
  • Durante il corteo è stata bruciata una bandiera tricolore

STUDENTI: «SOLIDALI CON CHI LOTTA» - Al movimento si uniscono anche studenti e esponenti dei centri sociali. Sono circa un centinaio quelli che stanno partecipando al corteo organizzato a Palermo dal coordinamento degli studenti medi, in segno di solidarietà alle proteste degli autrasportatori dell'Aias e degli agricoltori. In testa al corteo, partito dalla Cattedrale, che sta

Bandiera bruciata
Bandiera bruciata
sfilando per corso Vittorio Emanuele, c'è uno striscione con scritto «Rivolta popolare», e alcune bandiere con il simbolo della Trinacria. «Gli attacchi di questi giorni al movimento sono strumentali - dice Federico Guzzo del coordinamento studenti medi. «Se è vero come qualcuno dice che ci sono dei mafiosi infiltrati, mi chiedo perchè non facciano i nomi. Appoggiamo la protesta contro la crisi e la globalizzazione, perchè noi la viviamo in prima persona». I manifestanti sono diretti al porto. Durante il corteo un gruppo di ragazzi ha bruciato una bandiera tricolore perchè dicono, «simbolo dello Stato italiano, che con le sue manovre finanziarie fatte di lacrime e sangue con aumenti esponenziali delle tasse e del caro vita, sta riducendo in miseria la popolazione, facendo arricchire sempre i soliti noti, casta politica in primis, già ricca di privilegi». Anche a Catania gli studenti manifestano la loro solidarietà ad autotrasportatori e agricoltori con un sit-in in Via Garofalo. Gli studenti hanno poi incontrato il sindaco Alfio Papale con il quale hanno discusso della protesta, auspicando una sua mediazione per far passare i beni di prima necessità e rappresentare al Governo regionale il loro sostegno all'iniziativa e le ragioni della loro protesta.

A GELA RAFFINERIA RISCHIA FERMATA - Un nuovo corteo di protesta sta percorrendo le principali vie di Gela per raggiungere piazza Municipio e concludersi davanti ai cancelli del petrolchimico. A loro si sono aggiunti gli studenti e una parte di commercianti che, in aperta polemica con i propri sindacati, si sono riuniti in comitato spontaneo. Questa spaccatura nella categoria potrebbe mettere a rischio quegli esercenti che non intendono aderire all'invito dei dimostranti di sospendere le attività commerciali per la durata della manifestazione. Ci ha pensato il sindaco di Gela, Angelo Fasulo, a superare la difficoltà: pressato anche dalle organizzazioni sindacali dei commercianti e degli artigiani, «ha ritenuto di dover accogliere tale richiesta - si legge in un comunicato - sia per senso di solidarietà sia per scongiurare seri problemi per l'ordine e la sicurezza pubblica» e ha emesso un'ordinanza con cui dispone la chiusura dei negozi dalle 9 alle 12,30. Intanto, al petrolchimico dell'Eni, questa mattina, il cambio turno del personale è stato quasi regolare (70%). Permane però una situazione di allarme sul fronte della sicurezza «perchè - dicono i dirigenti aziendali - da una settimana, senza i lavoratori giornalieri, non viene garantita la manutenzione ad apparecchiature e macchine di quegli impianti che ne hanno necessità». Per cui fanno sapere dalla direzione dell'azienda dell'Eni in una lettera inviata al prefetto di Caltanissetta che «malgrado il forte attaccamento al lavoro e la non comune abnegazione del nostro personale, la Raffineria di Gela spa non è in grado di garantire la piena operatività degli impianti». La città inoltre è sempre invasa dai rifiuti non raccolti.

LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO - «Il movimento Forza d'urto si propone di restituire fiducia e dignità ai siciliani e a tal fine volendo rilanciare l'economia dell'isola chiede al governo regionale e nazionale di voler intervenire su una serie di punti, sulla base delle necessità comuni e specifiche delle Categorie, che il movimento rappresenta». Comincia così la bozza delle richieste, presentate dal movimento al presidente della Regione Raffaele Lombardo nell'incontro di giovedì 19 gennaio. Ecco l'elenco delle richieste contenute nella bozza: «Defiscalizzazione del carburante. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle famiglie insistendo su una riforma sul

I «Forconi»
I «Forconi»
controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali (metano, acqua, energia elettrica). Rilascio del Durc anche in presenza di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (Serit, Empaia, Inps) in anni 10 con interesse legali e senza spese aggiuntive (sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per ritardato pagamento). Abolizione dell'Imu sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale. Dotare la Crias di maggiori risorse finanziarie da destinare al mondo agricole e delle aziende. No agli interessi usurai della Serit, sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per tardato pagamento, blocco per due anni delle cartelle esattoriali». La bozza prosegue per le categorie della produzione agricola: «Arginare con leggi le strategie commerciali messe in atto dalla Gdo. Leggi ferree per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso monitoraggio della guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere ed ai porti. Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori di ortofrutta devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per l'agricoltura italiana e la pesca. Abolizione degli sconti che la grande distribuzione richiede alle imprese commerciali, che riforniscono, e pagamenti più celeri secondo il modello francese. Perequazione dei maggiori costi di produzione che sostengono le aziende. Erogazione immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali. Istituire una legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un numero la presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non siciliana».

CRITICI I SINDACATI - l blocco dei trasporti in Sicilia sta producendo effetti devastanti sull'attività di centinaia di aziende agricole e la sospensione dal lavoro di migliaia di operai del settore agricolo della regione, con ripercussioni pesanti su tutta la filiera alimentare anche nel resto del paese. Lo afferma il segretario nazionale Flai Cgil Gino Rotella in merito a quanto sta avvenendo in questi giorni in Sicilia. «È successo anche nel recente passato, afferma, che la potente lobby del trasporto siciliano abbia comportato il fermo delle attività nel settore agricolo, con ripercussioni sul lavoro e sul complesso sistema di approvvigionamento e dei prezzi di frutta e verdura. Tutto ciò è semplicemente inammissibile», dice Rotella. E, prosegue, «se fa venire in mente l'alleanza tra mafia e camorra per il controllo del settore ortofrutticolo, in particolare dei mercati e del trasporto dei prodotti appaltato al clan dei casalesi (come una recente inchiesta della magistratura ha accertato), mette in evidenza la necessità e l'urgenza di avviare un reale ed effettivo processo di riforma della politica agricola nazionale, nel suo insieme, non solo per ridurre le filiere agroalimentari ma per renderle più trasparenti e meno affollate di soggetti estranei che offrono i diversi servizi dell'agromafie: dal lavoro, ai trasporti, ai prestiti».Fonte:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/



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20 gennaio 2012

LA INDECENTE PROVOCATORIA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SICILIA.

In Sicilia imprese paralizzate e stop alla benzina. Confindustria: mafiosi tra i manifestanti


Un presidio degli autotrasportatori a Palermo (Ansa)Un presidio degli autotrasportatori a Palermo (Ansa)

C'è chi parla di protesta di popolo e chi invece di un caravaserraglio ad alto tasso di infiltrazione mafiosa. Certo è che la protesta di agricoltori del movimento dei Forconi, pescatori, camionisti, il movimento politico Forza D'Urto, che il leader di Grande Sud Gianfranco Micciché ha definito «una rivolta di popolo» ha già avuto un primo effetto: paralizzare tutti i comparti produttivi della Sicilia, fermare il rifornimento di benzina causando la chiusura di tutte le pompe, rendere difficile il rifornimento dei supermercati dove le scorte stanno quasi per finire. Manco a dirlo i prezzi di alcuni prodotti sono schizzati alle stelle, cresce la speculazione e al mercato nero della benzina i criminali fanno buoni affari. Non solo: c'è ora il rischio delle forniture per gli ospedali e per il trasporto dei rifiuti in discarica.

Al quarto giorno di blocco le prime stime dei danni arrivano da Confindustria Palermo: dalla manifattura alla chimica, dal legno all'agroalimentare, dalla meccanica al tessile fino ai servizi, si registra un calo della produzione del 70% e una flessione sensibile intorno al 30% è segnalata dalle industrie del settore turistico. Dice il presidente degli industriali palermitani, Alessandro Albanese: «Sempre più imprese stanno comunicando le procedure di cassa integrazione per il proprio personale. I nostri automezzi sono stati sequestrati dai manifestanti. I nostri autisti sono stati costretti a chiudere i camion e proseguire a piedi, deploriamo questi ricatti e violenze degni di una guerra civile». Confindustria Palermo chiede che vengano forzati i blocchi e scortati dalle forze dell'ordine i camion e i tir che trasportano merci.

Sono rimasti a lungo inascoltati gli appelli di 11 associazioni di categoria anzi il presidente della regione si è premurato, come ha sottolineato il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, di incontrare uno dei leader dei movimenti che bloccano la Sicilia. E mentre la protesta si allarga a macchia d'olio in tutta la regione, è sempre Lo Bello a tornare sull'argomento ribadendo un allarme già lanciato nei giorni scorsi: «Tra gli agricoltori e gli autotrasportatori che stanno creando notevoli danni al sistema imprenditoriale, abbiamo rilevato direttamente, e attraverso i nostri associati, la presenza di personaggi legati alla criminalità organizzata». E trova una sponda autorevole in Francesco Messineo, capo della procura antimafia del capoluogo siciliano: «Se Confindustria ha questa cognizione del problema la situazione è della massima serietà. Per questo troviamo giustificato l'allarme lanciato dall'organizzazione degli industriali al quale sarà data grande attenzione».

Una situazione che appare molto grave e che qualcuno non esita a definire eversiva in cui difficoltà finanziarie di vario genere (tra coloro che protestano anche le "vittime" della Serit, l'agenzia di riscossione della regione) cui non sono estranei esponenti dell'estremismo nero, come gli esponenti di Forza Nuova, ma anche in qualche caso, secondo alcuni testimoni, consiglieri comunali del Movimento per le autonomie, il partito del governatore Lombardo. Governatore che da oltre un'ora e mezza è in riunione a Palazzo d'Orleans con i rappresentanti di chi ha organizzato i blocchi: alla riunione partecipano anche i prefetti di Palermo e Catania. Resta poco chiara, comunque, la piattaforma rivendicativa: al centro di tutto c'è l'aumento del costo dei carburanti che certo ha un'importanza cruciale nella gestione di impresa. «Su questo fronte – dice Mario Filippello – non vi sarebbe motivo di protestare visto che già il Governo nazionale si è impegnato a risolvere i problemi».

Di sicuro sembra siano stati sbloccati i 15 milioni gestiti dalla Crias (la Cassa per il credito agli artigiani) di cui è presidente Rosario Alescio: in attuazione all'art 68 della legge regionale n. 6/2009, che prevede aiuti agli autotrasportatori, grazie a un fondo economico con una dotazione iniziale di 15 milioni, destinato a finanziare crediti di esercizio ed aiuti per gli investimenti, sono state approvate le prime 76 richieste di finanziamento per complessivi 2,46 milioni di euro. Le operazioni di pagamento sono già in corso di esecuzione mentre nei prossimi giorni si procederà allo scorrimento della graduatoria per l'impegno definitivo della complessiva dotazione finanziaria.

Intanto l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti Pier Carmelo Russo ha convocato le associazioni di categoria per sabato. All'ordine del giorno la sottoscrizione del patto di legalità ma la riunione servirà anche a riattivare la Consulta regionale dell'autotrasporto e a mettere a punto nuove iniziative per sollecitare il Governo nazionale sulle politiche dei trasporti in Sicilia.Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-19/sicilia-imprese-paralizzate-stop-140758.shtml?uuid=AaslV2fE


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19 gennaio 2012

LA SICILIA E' INCAZZATA E SI APPRESTA A VARCARE LO STRETTO, MA ATTENZIONE ALLA SPECULAZIONE DEI POLITICI.-



Ascoltate Italiani la voce della ragione,ascoltate l'uomo del sud che parla non con la voce altisonante,ma
con la voce del cuore che grida agli accattoni, ai ladroni ai parassiti  che ancora oggi veicolano fra gli scanni dei due rami del parlamento e di tutta la politica nel suo insieme.

DIGITA SUL GRASSETTO SOTTOSTANTE>

www.youtube.com

?[http://www.nocensura.com/]
LA TV LI HA CENSURATI: PENSIAMOCI NOI: TUTTI DEVONO ASCOLTARE QUESTO CITTADINO!!! QUESTO è UN SIGNORE, NON E' UN   MASCALZONE "ONOREVOLE" COME QUELLI CHE BIVACCANO A SPESE DEI LAVORATORI.-

Aaronn


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19 gennaio 2012

LO SAPEVATE CHE.........E' USCITO NELLE MIGLIORI LIBRERIE LAZIALI E NON IL DIZIONARIO DI NADIA TURRIZIANI? .................

Come in ogni tempo, l'uomo e la donna, di solito, oltre ai tanti piaceri, da sempre, hanno provato sbocco nella passione della golosità, quella che non conosce alcuna crisi.
Parliamo di quelle golosità non mai apparentemente scomparse e di cui non sempre si trova traccia nelle nostre più rinomate pasticcerie.
Allora, ecco arrivare nelle nostre cucine la possibilità di consultazione in un bel dizionario bene redatto ,con una dovizia di particolari e illustrazioni, che solo un'aiutentica scrittrice-golosa "poteva osare con la stesura del :*DIZIONARIO DI UNA GOLOSA* : La signora Nadia Turriziani che, traendo profitto per l'amore della miglior fattura dolciaria ,nello stesso, descrive tutta una componentistica d'incredienti perché, in quest'epoca così difficile, le nostre mogli, le nostre madri, oppure nonne, per l'occasione più ghiotta, in prossimità delle feste , possano riprendere l'antica usanza " dei dolcetti fatti in casa ," che ancora é nei nostri ricordi di un tempo andato che ridona alla casa ,a tutta quanta la famiglia l'antica armonia che, nel suo contesto vuole essere il ritorno a quella radice che gli spetta di diritto. Complimenti signora Turriziani, per riportarci e ridarci un po’ del nostro passato.


Aaronn

Aaronn




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19 gennaio 2012

L'ORGOGLIO : AsPRIRAZIONE ITALIANA

Beffa Monti-Cameron: risata in faccia alla Merkel
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Beffa Monti-Cameron: risata in faccia alla Merkel

Mario duro: "Noi chiediamo solo una governance della crisi migliore". Sberleffo a Berlino: col premier inglese siparietto in stile Angela-Sarkozy

"Torni a bordo, cazzo!": se la Germania fa da sola, affondiamo tutti

"Torni a bordo, cazzo!": se la Germania fa da sola, affondiamo tutti

Monti ha chiesto a Berlino di fare di più per ridurre il debito italiano, la Merkel ha detto no. Ma così fallisce l'Europa

 


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19 gennaio 2012

IL MORALISMO NEGLETTO


Striscione a Meta di Sorrento, vicino alla casa di Schettino (Afp)

Sorrento, vicino alla casa del Cap.Schettino ,la protesta per il giudizio,per l'uomo che ,nel bene o nel male,ogni giorno é fra noi e vive con noi.

Sulla vicenda del Giglio,il Cap Schettino non può essere ritenuto scusabile”, tante sono le evidenze che hanno prodotto un si facile commento ,tanti i comportamenti non conformi alle leggi del mare e della navigazione. Tanto é, come ha dichiarato il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, che il Cap. Schettino é stato messo ai domiciliari in attesa di ulteriori indagini  . Ha ragione De Falco. Ha ragione anche Verusio, soprattutto hanno ragione i familiari delle vittime e dei dispersi,ha ragione quella parte del sociale che considera ,un po frettolosamente , ed imputa ogni responsabilità a Schettino .

Ma il marciume del moralismo che rigurgita in noi e che sale fino in gola per trovare sfogo e darci serenità, alla fine non è da meno: scaricare il nostro fardello su ciò che è palesemente marcio non è meno umiliante. E’ un rito liberatorio, primitivo e disumano di gente che ansiosamente lapida, per non essere lapidata.
Perché “quell’uomo” è l’uomo. Perché c’è in ciascuno di noi “quell’uomo”, non scusabile e capace di mentire fino all’ultimo, possibile atto di redenzione.
E proprio in “quell’uomo”, di fianco, sotto, prima, dopo, tutt’intorno alla falsità sputata (“va bene Comandante”) c’è una segreta, silenziosa implorazione, che non riesce neanche a prendere forma, tanto è capacità dimenticata o rifuggita: “Perdonatemi”. Perdonami. Tu, a cui ho rovinato l’esistenza: perdonami. Tu, se puoi, perdona un non scusabile..
Si può voler bene a un uomo che non può porre in essere delle scuse per un tale comportamento? Si può amare l’uomo? Perché, quando si ama un uomo, lo si ama così com’è. Questo è il dramma eterno: per poter amare “quell’uomo” occorre qualcosa di ultimamente “ingiusto” e contemporaneamente “l’unica giustizia desiderabile”, quella per la quale saremmo salvati, saremmo amati. Ebbene, quell'Uomo ,in un momento tragico,in un a fase del disastro ,di cui lui solo poteva agire bene o male, non ha trovato la giusta serenità,il giusto equilibrio per potere uscirne a testa alta . Il panico ,il disastro,le strilla della gente,donne ,anziani,bambini in pericolo di vita,una scena ,senza tempo, che non ha prodotto una riflessione più equilibrata. Ci saremmo aspettati un comportamento diverso di un uomo che, nonostante la sua resposabilità, sarebbe stato capace di desiderare di fare l’unica cosa all’altezza della sua statura: dare la vita per l’altro.Ma la società ,l'uomo di oggi non ha considerato che in questa brutta vicenda é emerso l'uomo. Sicuramente quell'uomo che la società di oggi distingue essere pecora o lupo,ma che in ogni caso è un uomo che vive in mezzo a noi assoggettato ed adeguato a questa società pronta ad inghiottirlo se pecora o pronta a osannarlo se lupo.

Questa nostra società ,purtroppo non é una società di mezzo,nel senso che ragiona poco,é una società incancrenita da tanti accadimenti che negli ultimi tempi sta attraversando delle difficoltà dovute al disastro economico ,questo ultimo,ingenerato dalla negativa amministrazione dello stato da parte di politici che in un continuo avvicendarsi come in una ruota della fortuna si sono sbranati e continuano a farlo per giungere ,un po tutti,a spolpare quel che di ghiotto contiene l'apparato dello stato e di tutto quel che gli veicola attorno.

Crocifiggere  “quell’uomo” è sempre un modo astuto e umiliante di evitare la porta stretta. Quando avremmo bisogno, di giudicare e condannare oltre che il Caop. Schettino,tutti gli altri uomini che ,nelle forme più diversificate hanno prodotto e continuano a produrre, indifferenti, danni all'umanità,senza ricevere alcun attacco dalla società e/o giudizio? Aaronn


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18 gennaio 2012

LA STORIA E LA CULTURA DEVASTATE DALL'INDIFFERENTISMO

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Carmelo Antinoro © 2008

 


LE CARCERI DI FAVARA

di Carmelo Antinoro

 

Si hanno prove documentali sull’esistenza delle carceri di Favara dai primi decenni del XVII sec. ed erano allocate all’interno del castello. Ma che il castello fosse utilizzato come carcere è anche accertato dai notevoli graffiti e bassorilievi esistenti all’interno dei due vani utilizzati per tale scopo, risalenti ai primi del 1600 ed alla seconda metà del 1800 (v. foto): il carcere criminale e quello delle donne.

Il carcere criminale lo ritroviamo al piano terra, entrando a sinistra, dove c’era la cubassorilievo del carcere criminale del Castello risalente alla seconda metà del 1800cina e la prima rampa di scala d’accesso al piano nobile.

Entrando, a destra ritroviamo una delle tre stanze degli armigeri, poi carcere civile.

Il carcere delle donne era relegato in una stanzetta “del quarto superiore” (secondo piano) del mastio, dove sono ancora evidenti incisioni risalenti al XVII sec. Il motivo classico, ricorrente, era la croce, rappresentata in diversi modi, semplice, con il Cristo ed in modo più complesso, con le scale poggianti sui bracci, iconografia popolaresca riconducibile al calvario, presente sin dai tempi remoti in ogni paese. Risulta curioso un galeone sullo stipite della bifora che anticamente guardava il mare.

Sul lato opposto del carcere delle donne, nel quarto superiore una monofora ed un tratto della volta di copertura sono le  testimonianze di un ambiente che per un certo periodo venne utilizzato come stanza delle torture, come attestano i documenti, in un luogo alto e tale che le grida dei carcerati “in esperimento” non potessero essere udite dalla popolazione.

Con la soppressione degli ordini religiosi e con l’incameramento dei beni ecclesiastici da parte dello Stato, l’Ente Provincia, intorno al 1868, divenne proprietario del convento e della chiesa della Madonna del Carmelo che poi ha ceduto al Comune di Favara per adibirlo a carcere e sede dei RR. Carabinieri.

Tra il 1884 e 1885 veniva realizzato il carcere mandamentale di piazza della Vittoria da parte dell’impresa Calogero Re.

Da quando il carcere ha cessato di funzionare (anni "60 del 1900) è stato lasciato in miserevole abbandono e utilizzato come luogo di deposito (v. foto).

 

  Vista da piazza della Vittoria

 

Vista nord-est (prima della demolizione delle garitte e dei parapetti dei percorsi di guardia)

 

Vista zona nord-est dell'atrio

 

        

 

 

Viste interne

 

 

Viste interne

 

  Situazione nel 2010, dopo il crollo del cornicione nella notte del 24 novembre dello stesso anno

 

Situazione oggi

 

Geneo Storia Favara


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