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30 gennaio 2012
Esoterismo, una scuola.
Ma le ragioni di una totale esclusione dal sapere tradizionale risale all'avvento
delle Chiese cristiane: "La vita dell'esoterismo si è dovuta
interfacciare con esse in quanto depositarie di un’unica verità". Da quel
momento per esoterismo si può intendere un insieme di conoscenze e riti che
hanno vita riservata perché la Chiesa li condanna. Ma per esoterismo si può
intendere anche una tradizione di paradigmi culturali che non coincidono
con quelli storicamente egemoni, questione che oggi si ripropone con flussi
migratori che portano in occidente culture diverse, spesso ricche di tradizioni
esoteriche”.
Riguardo alla massoneria oggi si parla molto del suo rapporto con l'Unità
d'Italia: “Le discussioni sull'appartenenza alla massoneria di Giuseppe
Mazzini sono un falso problema. Mazzini fu dapprima dirigente carbonaro
e, mentre era in carcere, gli furono conferiti gradi massonici da Passano, un
capo della massoneria, in modo che potesse comunicare all’esterno con dirigenti
di logge e, anche successivamente, si avvalse di massoni che simpatizzavano con
il suo programma politico. Nel periodo dell'Unità d'Italia fiorirono molte
scuole di origine esoterica. Ebbero un ruolo importante le Vendite Carbonare:
puntavano sulle libertà politiche e sulla concessione di una costituzione, come
in altri paesi d'Europa. Per quanto riguarda la massoneria, è sempre stato un
luogo di accettazione delle diversità, dunque circolarono spesso in essa
progetti alternativi rispetto a quelli dominanti.
La Chiesa cattolica ha sempre criticato le concezioni della massoneria,
dichiarandole incompatibili con la propria dottrina, sia perché è proprio della
massoneria legittimare una pluralità di vie per la ricerca della verità, ciò
che la Chiesa condanna come relativismo, sia perché in Italia e in altri paesi
latini le lotte liberali per una democrazia costituzionale si sono trasformate
in movimenti anticlericali contro il potere temporale vaticano.".
Poi aggiunge: "Il rapporto tra massoneria e politica è spesso
oggetto di letture errate. Più volte nella storia, al contrario dei luoghi
comuni, sono stati i politici ad utilizzarla per meglio realizzare i loro
programmi. D’altra parte essendo la massoneria una associazione radicata nei
gruppi dirigenti, è facile trovare massoni fra i dirigenti politici ma in
tutti i partiti, anche se la presenza maggiore la troviamo nei partiti laici,
dai repubblicani ai liberali e ai socialisti”.
E sul proliferare delle sette e delle aggregazioni: "La società in
continuo cambiamento genera molta insicurezza, questo contesto spiega
l'esigenza di trovare un'identità in gruppi con ideali comuni. Sono favorevole
al principio della libertà associativa, anche se alcune sette che vengono dagli
Stati Uniti sono talora responsabili di truffe. Ma per questo ci sono i
controlli e la vigilanza che la legge prevede. Il falso allarmismo è molto
diffuso ed è pericoloso".
ciultura massonica
| inviato da Aaronn il 30/1/2012 alle 17:48 | |
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28 gennaio 2012
VERGOGNA DIREZIONE RAI,LA CRISI E' SOLO PER PENSIONATI E POVERA GENTE.AUMENTATE IL CANONE PER STRAPAGARE CELENTANO
Ed ecco l'Italia dei sacrifici: il moralismo di Celentano ci costa fino a
750mila euro. Vergogna.............................
Come già per Benigni, il cachet del Molleggiato sarà esorbitante: 300mila euro a puntata con
un tetto massimo di 750mila euro. Alla faccia dei sacrifici per tutti,alla faccia dei sacrifici della povera gente,dei lavorastori, dei pensionati. Che si vergogni chi adepera i denaro di chi sostiene realmente sacrifici.
Adriano Celentano ci sarà. Trecentomila euro a
puntata e un tetto massimo di settecentocinquantamila euro. Niente spot
pubblicitari, perché il maestro non può essere interrotto dal bieco
capitalismo, e blocchi da venticinque minuti.

Adriano Celentano ingrandisci immagine
I termini dell'accordo tra i vertici
della Rai e il Molleggiato sono un colpo durissimo. Dopo un lungo
teatrino fatto di polemiche, accuse di censura e contrattazioni serrate viale
Mazzini ha raggiunto l'intesa con Clan Celentano per riuscire ad avere il cantante
al festival di Sanremo. Una presenza che agli italiani costerà oltre diecimila
euro al minuto.
Alla fine hanno vinto il Molleggiato
e la sua cricca. Un cachet con troppi zero che di sicuro farà
imbestialire non pochi italiani. Un cachet con troppi zero come già se ne sono
visti per ospiti come Roberto Benigni. Questa volta, però, oltre all'esborso
economico Celentano ha messo tutta una serie di paletti che, inizalmente non
trovavano il consenso dei vertici di viale Mazzini. Il contratto, oltre ai punti
già concordati da tempo come appunto il compenso economico, recepisce
l’accordo verbale raggiunto lunedì sera al telefono dal direttore delle Risorse
Artistiche Valerio Fiorespino e l’avvocato del Clan Celentano sugli altri
punti: dalla massima libertà per il Molleggiato (nel solo rispetto del codice
etico) al diktat sugli spot pubblicitari. Insomma, l'intesa comporta solo
minime limature dopo l’invio, mercoledì scorso, da parte del Clan a viale
Mazzini della bozza definitiva
"La firma - spiegano fonti vicine
alla Rai in una anticipazione della Adnkronos - permette all’organizzazione del
festival di arrivare con più serenità all’appuntamento con la conferenza stampa
ufficiale del Festival, prevista al Teatro del Casinò di Sanremo martedì
prossimo". Adesso
Celentano è stato accontentato in tutto e per tutto. Dopo una settimana di
teatrino (con Claudia Mori che accusava la tivvù di Stato di censurare
il marito), è stato superato anche l'ostacolo delle interruzioni pubblicitarie
separando la prima performance di Celentano da eventuali altri
interventi nelle serate successive. Con un piccolo trucco: il primo intervento
del cantante milanese sul palco dell’Ariston verrà inquadrato come
evento eccezionale e, per questo motivo, non verrà interrotto da alcuna pubblicità.
La stessa prassi fu seguita l'anno scorsi per l’esegesi dell’Inno di Mameli
fatta da Benigni.
Tutt'altro discorso è stato portato
avanti da viale Mazzini per gli interventi che Celentano farà nelle serate
successive: questi potranno essere interrotti solo se supereranno i tempi degli
intervalli tra un break pubblicitario e l’altro. Tempi che sono
comunque corposi: all'incirca 25 minuti. Se da una parte il Molleggiato
"schifa" gli spot pubblicitari, dall'altra non disdegna certo i lauti
compensi: come già circolato nei giorni scorsi, il Molleggiato percepirà
300mila euro a puntata per un massimo cumulabile di 750mila euro. Una cifra
importante, soprattutto se a sborsarla è la televisione pubblica in tempi crisi
economica in cui agli italiani vengono chiesti continui sacrifici. Fonte: ilgiornale.it
televisione
| inviato da Aaronn il 28/1/2012 alle 15:48 | |
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27 gennaio 2012
IL VEZZO DEI TAGLI NON HA NE' CONFINI NE' EQUITA'
Il tribunale taglia tre testimoni citati
dalla difesa per evitare il rischio della prescrizione e arrivare a
sentenza l’11 febbraio
Quando la prescrizione incombe e in qualche modo bisogna tirare le
fila, il giudice si rimangia le sue stesse ordinanze, cancellando, per
ovviare alle sue stesse lentezze, i testimoni della difesa che prima
aveva ammesso.Fonte:http://www.ilgiornale.it/tagli
societa'
| inviato da Aaronn il 27/1/2012 alle 10:15 | |
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26 gennaio 2012
Dalle alpi alla Sicilia é sempre la solita storia
ATO ambiente: condanna di 4 anni all’ex presidente Cimino per peculato. Carta aziendale utilizzata per lusso
Fonte: http://www.castelloincantato.it/?p=86126&print=1
Caltanissetta -Quattro anni di reclusione sono stati
inflitti dal Gup di Caltanissetta, Francesco Lauricella, all’ex
presidente dell’Ato Ambiente Cl 1 Giuseppe Cimino, 62 anni, accusato di peculato.
L’amministratore, avrebbe utilizzato la carta di credito aziendale per spese
personali. L’avrebbe strisciata in ben 54 occasioni spendendo 41.412 euro per
pagare cene, ma anche per acquistare scarpe, borse e capi di abbigliamento
griffati e per effettuare prelievi personali. L’inchiesta e’ partita da un
esposto presentato alla Guardia di Finanza dall’attuale commissario Elisa
Ingala, che spulciando i bilanci si e’ accorta dell’ammanco. Il Pm, Alessandro
Aghemo aveva chiesto la condanna a 4 anni e mezzo di reclusione. L’Ato si e’
costituita parte civile con l’avvocato Dino Milazzo. L’imputato e’ stato anche
condannato al risarcimento dei danni.
Articolo stampato da Castello Incantato: http://www.castelloincantato.it
URL articolo: http://www.castelloincantato.it/?p=86126 Il Commento:
Anche Caltanissetta non rimane fuori da quel sistema che,ormai diffuso a macchia d'olio in tutt'Italia,da tempo ,mi permetto denunciare. Da
tempo,infatti vocine di corridoio e di mala organizzazione circolavano
nelle viscere dell'Ato- Ambiente di Caltanissetta , soprattutto per il -
fumus - etereogeneo esternato da questo signor politico di razza che da
anni ,come primario impegno, ha esercitato l'attività del politico
soprattutto negli anbiti del Comune di Caltanissetta , motivo per il
quale rimane conosciuto. Ma come sempre accade, un
muro omertoso frammisto di politica e di cricca celavano una evidenza
di lusso esternato senza pudore che da anni era sugli occhi di tutti i
Nisseni. Con l'avvento ,al Comune di Caltanissetta del Dott. Campisi
,la sua stellina- ha avuto una azione discendente,quando ,alla verifica
di alcune anormalità amministrative sulla conduzione dell'Ato Ambiente
,sono emerse irregolarità contabili , successivamente sfociate in vere
ed autentiche denunce nei suoi confronti,ultima probabilmente,quella
dell'attuale commissario Dott.ssa Elisa Ingala. Purtroppo un uomo
asservito alla politica, come molti, che non si é potuto sottrarre alla
- manus longa della giustizia che ,una volta tanto , legge i
documentali dei procedimenti. Aaronn
politica
| inviato da Aaronn il 26/1/2012 alle 15:0 | |
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25 gennaio 2012
E continuarono a burlarsi dei poveri fessi e mazziati.-
Più di 12.000 euro al mese e viaggi gratis: l'Austerity annunciata per i Deputati è una burla!
Il 30 gennaio doveva essere l'ora X, l'annunciato momento in cui i due
presidenti delle Camere in maniera congiunta (e in diretta a reti
unificate? ahahargh!) annunceranno i sospirati tagli ai costi della
politica, ai privilegi della Casta e in particolare agli introiti dei
parlamentari italiani. I più pagati del mondo!
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| Calderoli esulta per i tagli ai costi della politica: MA QUALI!? |
Ma purtroppo la montagna sta per partorire il topolino: e se sul ritardo
dei vitalizi si è scatenata la rivolta dei ricorsi, per quanto riguarda
gli stipendi reali non succederà niente. Non ce ne sarà bisogno, perchè
nella sostanza niente cambierà:
in pratica nella proposta che i tre deputati e i tre senatori questori
stanno portando ai presidenti di Camera e Senato infatti restano del
tutto intoccati sia l'Indennità che la Diaria. Resta in ballo solo la
cifra destinata ai Rimborsi, 4100 euro al Senato, 3690 alla Camera.
Ma anche qui la cifra rimane immutata, quello che cambia è che resta
forfettaria (cioè se la intascano senza dover dimostrare niente...) per
la metà e per l'altra metà si dovrà dimostrare la spesa, in particolare
col contratto ai portaborse, pardon agli "assistenti parlamentari".
A conti fatti continueranno a intascare più di 12000 euro netti al mese, più lo stipendio del portaborse che comunque in molti già effettivamente hanno!
In più le pensioni vengono agganciate a quelle degli alti burocrati come
i Prefetti. Restano anche i voli gratuiti, solo verrà chiesto di usare
più low cost e meno voli di linea... bontà loro! Fonte:http://infoaltra.blogspot.com/2012/01/arrivano-i-tagli-ai-deputati-ma-per.html
POLITICA
| inviato da Aaronn il 25/1/2012 alle 20:13 | |
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24 gennaio 2012
PRENDE PIEGA IL MOVIMENTO DEI FORCONI.
Notizie Economia:
FORZA D'URTO E FORCONI, VERSO ROMA, MA NON
ABBANDONANO LA SICILIA, PROTESTA A PALERMO MERCOLEDI'
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Scritto da Valentina Corrao
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 Torna
normale la situazione in Sicilia, attraversata dai movimenti di
protesta degli agricoltori ed autotrasportatori adesso si contano i
danni, ma i presidi continuano, si prevedono nuove azioni.
Dopo una settimana di sciopero, si mobilitano verso Roma, in attesa
dell'incontro tra Monti e Lombardo, i movimenti non daranno tregua alla
Sicilia, mercoledi a Palermo tornerà il corteo dei Forconi che
manifesteranno in città.
Restano presidi a Catania e Caltanissetta, il fronte dei manifestanti si
divide su e giù per l'Italia, con la frangia più agguerrita che si è
spostata verso Roma.
I forconi tornano a farsi sentire uno dei leader Mariano Ferro afferma:
"Non vogliamo farci strumentalizzare da nessuno, avevano deciso di
andare a manifestare Roma, ma gli agricoltori del Movimento dei Forconi
hanno cambiato idea e mercoledì prossimo, in occasione dell'incontro tra
il governatore siciliano Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti,
manifesteranno a Palermo, attendiamo risposte concrete". |
ECOMOMIA E LAVORO
| inviato da Aaronn il 24/1/2012 alle 18:1 | |
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24 gennaio 2012
CRONACA D'ITALIA E DELLE RIVOLTE APARTITICHE
Incidente ad Asti: un manifestante travolto e ucciso da un camionista tedesco. Continua la protesta dei tir contro i rincari. VIDEO: Le proteste degli autotrasportatori a GENOVA - SALERNO - CROTONE
Ad Asti un autotrasportatore che stava manifestando sulla strada
statale 10 è stato investito da un tir guidato da un tedesco: l'uomo è
morto sul posto. Si tratterebbe di un incidente. Intanto continua la
protesta degli autotrasportatori, che è stata programmato fino a
venerdì. Ma, al termine del vertice Ue, Monti minimizza: "Qui non se n’è
parlato...". Il Garante minaccia: "Ora precettiamo". Oggi serrata negli stabilimenti della Fiat per i mancati rifornimenti. Tassisti ancora in agitazione
Dopo la sbornia anti Cav, ora i
democratici si schierano in difesa di Monti. Da Bersani alla Finocchiaro
parole di fuoco contro i contestatori
Il
premier: in futuro solo gli assegni ordinari. Sindacati in rivolta. I
pm di Trani orientati ad ascoltare il Prof per l’inchiesta su S&P
Il Cav vuol riprendersi la città per
rilanciare il partito. E al diktat di Bossi su Monti e Formigoni
risponde con un invito a cena. Il governatore lombardo: "Divisi si
perde"
Zaia allarmato per il diktat del capo al Pdl: io non rompo. Ma Tosi: a Verona corro da solo e prendo anche i loro voti
Basta
far richiedere un "passaggio familiare" da un sottoposto e il costo è
zero. Oppure si registra la persona come "visitatore"
Il legale di Schettino: "Aperti ulteriori
filoni di indagine". E ipotizza avarie già alla partenza. I pm sentono
De Falco per capire perché non fu rilevato l’incidente
Nel film "Acab" di Sollima le forze
dell’ordine si fanno giustizia da sé e sono legate da uno spirito di
corpo che va oltre la legge. Una visione troppo parziale
Si muore di tasse. Il governo pensa
alla ripresa e alle liberalizzazioni. Ma non si rende conto che il
nostro non è un paese a misura di impresa
Monti può toccare tutto: pensionati,
lavoratori, professioni, benessere delle famiglie Ma gli è bastato
sfiorare l’argomento licenziamenti per scatenare sindacati e sinistra
Fa il megafono delle Procure e lancia avvertimenti: "In Lombardia situazione compromessa. Al voto entro l’anno"
La prima commissione del Csm ha proposto
l'archiviazione perché trattasi di un caso isolato, ma ha riconosciuto
la partecipazione del pm al congresso dei comunisti “inopportuna”,
rinviando il fascicolo alla commissione che si occupa della valutazione
di professionalità dei magistrati
Mustang Grif, sequestrato tre anni fa a un evasore, fa ora parte della scuderia delle Fiamme gialle. E ha vinto già 150mila euro
La pellicola con Meryl Streep mette in
scena la statista in declino e malata. Ma le sfuggono la grandezza e la
generosità di Maggie.Fonte:http://www.ilgiornale.it/
politica e società
| inviato da Aaronn il 24/1/2012 alle 8:53 | |
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23 gennaio 2012
IL LIBERO PENSARE
IL Libero pensiero
Farrell Sotto il loden era meglio la Thatcher Ecco perché Monti non combinerà nulla
Maggie vinse la guerra contro le corporazioni e cambiò l'Inghilterra. Purtroppo per l'Italia Mario non è della stessa pastaDa inglese residente in Italia dico: l’Italia del 2012
mi sembra l’Inghilterra del 1979. Cioè: un Paese in procinto di affogare in una
palude puzzolente di privilegi sleali, statali e non. Ci vorrebbe una Margaret
Thatcher per tirarlo fuori dall’acquitrino ma diciamolo: Monti non è
Maggie. Bisogna liberare l’Italia dalla tirannia monopolistica di caste, ordini
e sindacati e dalle giungla strozzante di leggi, norme e regole nel mercato di
lavoro che la soffocano. Ci vorrebbe una Dama di ferro, insomma, con delle
palle di ferro. Ma Monti, com’è messo? Sotto il loden, voglio dire.Beh, non si
sa mai ma ho i miei forti dubbi che sia dotato come si deve. Vuole
liberalizzare il mercato di lavoro, dice. Bravo. Ma che fa? Si agitano i
farmacisti e i tassisti e tutti quanti e fa subito retromarcia. Quelli lì, mica
sono i minatori britannici Mister Monti, che hanno fatto la guerra civile in
nome di un’industria nazionalizzata in fallimento. Ha vinto la
Thatcher ma la guerra è stata lunga e dura. E di conseguenza la sinistra
inglese, distrutta, è tornata al potere solo 18 anni dopo con una versione
light della destra, il New Labour di Blair.
Chiedo: ma come mai in Italia, per portare un
pacchetto di antibiotici dal cassetto al banco della farmacia e stangare il
povero malato con prezzi alle stelle ci vuole una laurea, un cappotto bianco e
un distintivo carino? Basta una ragazza qualsiasi che sa leggere, no? In
minigonna, volendo. Come mai per fare il tassista ci vuole una licenza che
costa più di un appartamento con vista Colosseo? Basta una patente di guida e
una mappa, no? Come mai ci vuole un notaio strapagato da strozzino per
stipulare un contratto per la compravendita di una casa? A proposito, che cos’è
un notaio? Come mai un imprenditore con più di 15 dipendenti non può licenziare
un fannullone?
Nel caso della “Maggie” (pronunciato Maghi),
com’era chiamata anche dai nemici, non finiva ovviamente con la sconfitta dei
minatori. La dama di ferro ha liberato il mercato di lavoro in ogni settore.
Prima in Parlamento, tramite delle leggi toste. Poi in piazza, tramite le
forze dell’ordine che hanno tenuto dure. Giorno dopo giorno, anno dopo
anno, gridavano durante i tanti scioperi e manifestazioni «Maggie! Maggie!
Maggie! Out! Out! Out!». Ma lei rimaneva al potere lo stesso. Per un motivo
semplice: la democrazia aveva sconfitto la tirannia. La maggioranza
silenziosa votava per lei.
Ho vissuto quegli anni a Londra da giovane. Avevo una
laurea da Cambridge ma non contava molto. Volevo fare il giornalista ma c’era
crisi. Nessuno assumeva giornalisti, figuriamoci giornalisti aspiranti. Ma poi,
grazie alla Thatcher, Rupert Murdoch, proprietario de The Times e The Sun, fra
gli altri, ha potuto aprire la prima redazione computerizzata in Inghilterra.
Ma doveva organizzare tutto nella massima segretezza! Naturalmente, una volta
consapevoli di quello che ha combinato «that bloody bastard» Murdoch, i
sindacati dei tipografici e giornalisti si sono incazzati come dei puma. Tutti
piazza insomma a tempo indeterminato. Troppo tardi. Murdoch “lo squalo” aveva
assunto una squadra di tipografici alternativi che sapevano usare la nuova
tecnologia e i computer. E tanti giornalisti suoi avevano accettare la nuova
redazione. Ma non tutti. Quindi, Murdoch aveva bisogno urgente di giornalisti.
Sì, io Farrell da Forlì detto l’inglese facevo ero uno di questi esterni. Per
The Times. Ostia! Sì, ho fatto «the scab», cioè, il crumiro. E ne sono fiero.
Ogni giorno per andare al lavoro dovevo passare il picchetto dei privilegiati
esclusi che mi sputavano addosso e mi sgridavano. E così, ho iniziato la mia
carriera da giornalista per la stampa nazionale. Fino a quel momento avevo
lavorato solo per un piccolo giornale di provincia alla caccia delle ambulanze
come si dice da noi. E pensate: non sapevo neanche usare un computer! Ma ho
imparato presto. Thank you Maggie! Thank-you Murdoch!
Monti, chiaramente, non è fatto della stessa stoffa. E
ho notato un’altra cosa nei suoi confronti. Cioè: non parla neanche l’inglese
come da economista internazionale, si vanta di fare. A casa qui nella rossa
Romagna guardo Sky (inglese). Ed eccolo, l’ex rettore della Bocconi,
accanto al premier inglese, Cameron, alla loro conferenza stampa mercoledì
scorso al 10 di Downing Street. La sua dimestichezza con la mia lingua, ve lo
dico io, non era al top. Anzi.
di Nicholas Farrell
FONTE- http://www.liberoquotidiano.it/
politica
| inviato da Aaronn il 23/1/2012 alle 7:41 | |
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22 gennaio 2012
NOTIZIARIO DEL COMPASSO * I NODI D'AMORE *
La simbologia dei nodi

I significati
del nodo sono molto diversi tra le diverse epoche e culture.
In alcune culture antiche era proibito indossare nodi in determinate occasioni
(parto, matrimonio, morte).
Per gli Egizi il nodo si trova di frequente rappresentato nell’iconografia e
nelle sculture in diverse posizioni: sulla testa, in mano o nelle cinture alla
vita.
Il nodo di Iside è simbolo di immortalità è rappresentato su alcuni
sarcofaghi.Esso è spesso formato con un laccio da calzare, perché il calzare;
il calzare infatti lascia un traccia vivente sulla terra che calpesta.
Nell’antica Grecia durante la processione di Dioniso le donne si
scioglievano i capelli; mentre fra i romani il flamine di Giove non doveva
portare alcun nodo né sull’abito né nei capelli.
In Russia il nodo aveva una funzione rilevante nell’amore e nei rituali
matrimoniali; l’abito nuziale, prevedeva infatti una cintura intrecciata con
nodi con funzione scaramantica contro il malocchio.
In Marocco
esiste un’antica usanza secondo cui lo sposo può avere rapporti sessuali con la
sposa solo dopo aver sciolto sette nodi dalle sue vesti.
Una tradizione araba ancora in uso oggi il marito lega due rami di un albero
prima di partite per un viaggio, se al suo ritorno trova i rami ancora legati è
segno che la moglie gli è rimasta fedele.
Nelle tradizioni islamiche il nodo è simbolo di protezione contro il
malocchio, cosi come avveniva presso i Greci e gli antichi Romani.
Esistono anche numerosi riferimenti ai “nodi magici”. Il Corano fa riferimento
alla pratica delle streghe che annodavano nodi magici su cui soffiavano per
legarvi un sortilegio.
Si parla anche di nodi magici da adoperare contro i nemici umani. M.
Hamidullah nella sua traduzione del Corano raccomanda, di pregare Dio
contro “il male di quelle che soffiano sui nodi”.
Ma i nodi possono anche essere benefici, utilizzati per difesa contro animali
selvatici, demoni, malattie e persino contro la morte. Come nell’antico
Egitto era segno di vita al contrario in altre culture al nodo è spesso
associato un significato di morte. Nella mitologia greco-latina le Moire
annodano e tagliano il filo della vita umana.
Nella mitologia indiana, i nodi sono legati alla divinità della morte
Yama, ai demoni ed alle malattie.
In Iran il demone Astovidhatush lega l’uomo che sta per morire.
Gli Arunta australiani credono che i demoni uccidano gli uomini legando
fortemente la loro anima con una corda per portarli nel Paese dei Morti.
Ma altri nodi hanno anche altri significati. Possono anche rappresentare gli
intrecci della vita e le sue fatalità.
Quando intrecciati ripetutamente lungo una corda, i nodi possono rappresentare
i vincoli che legano tra loro più persone in una sorta di catena di unione.
Il singolo nodo assume significati ben più specifici, cioè i compiti che ogni
nodo deve svolgere per dare uno scopo preciso all’intera catena.
Il nodo è anche costrizione, intralcio, difficoltà, attorcigliamento.
Abramo Abulafia (XII secolo)
sostiene che lo scopo della vita è quello di liberare l’anima, cioè slegare i
diversi nodi delle corde che la legano. Dopo avere sciolto tutti i nodi
sopraggiunge la morte, cioè la vera vita. Analogo concetto si ritrova nel
buddismo tibetano ne "Il libro dello scioglimento dei nodi”. Sciogliere è
in relazione sia alla crisi che alla morte, sia alla soluzione che alla
liberazione.
Secondo questa accezione dunque, da un punto di vista spirituale sciogliere i
legami significa liberarsi dagli affetti per vivere su un piano più elevato.
Bisogna disfare, risolvere, sciogliere i nodi e non tagliarli come fece
Alessandro con il nodo gordiano.
Il timone del carro di Gordio , re di Frigia, era legato con un nodo
cosi intricato che nessuno sapeva scioglierlo.
Secondo l’oracolo, colui che vi fosse riuscito avrebbe conquistato il mondo.
Moltissimi tentarono l’impresa, ma nessuno vi era mai riuscito. Nel 331 Alessandro
Magno, durante la sua impresa contro il re persiano Dario, entrò nella
città di Gordio e tagliò il nodo con un colpo di spada. Alessandro conquistò
l’Asia, ma la perse subito ed il nodo si riformò.
Il nodo gordiano può essere visto come un nodo di natura sociale e psicologica.
Se la spada di Alessandro rappresenta il lampo di genio (la soluzione nella non
soluzione), forse scioglierà il nodo, ma se è solo simbolo di un atto di
violenza il nodo si riforma.
Psicologicamente il nodo è simbolo di tutto ciò che limita. La pazienza, che
scioglie invece di tagliare, assicura la libertà duratura perché basata sulla
conoscenza delle cause e delle modalità del nodo e non su un gesto di mera
violenza e ribellione
Nell’anello (principio femminile) si introduce l’estremità della corda
(principio maschile). Schematicamente questo simbolo figura la forma di otto
coricato, come il simbolo matematico dell’infinito. Girando nel nodo la corda
ritorna al suo senso primitivo e le intersezioni centrali del laccio formano
una doppia croce. Questo giro del nodo ricorda l’alchemico uroboros.
In realtà il
simbolo matematico dell’infinito è più recente dei Tarocchi (1665), ma il nodo
dell’amore e la ciclicità che esso rappresenta è invece molto antico e si può
definire un archetipo che ha origini remote.
Sono state ritrovate cassette sarcofago egiziane, contenenti serpenti
imbalsamati, sul cui coperchio è rappresentato un serpente il cui corpo e
intrecciato in un nodo d’amore. Anche la denominazione di “d’amore” sembra
corrispondere con l’archetipo di eternità che si perpetua appunto grazie
all’amore tra maschio e femmina.
Fonte:http://pensieri-di-gandalf.blogspot.com
cultura massonica
| inviato da Aaronn il 22/1/2012 alle 12:20 | |
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22 gennaio 2012
IL PERCHE' DEVONO ANDARSENE A CASA.-
 Taglio ai vitalizi: ora gli onorevoli fanno ricorso
Casta senza vergogna: 20 deputati si rivolgono al Consiglio di Giurisdizione della Camera, un unicum europeo
Il sistema contributivo
applicato alle pensioni non va proprio giù ai parlamentari. Molti dicono
di essere vittime di una persecuzione ingiustificata. E così alcuni di
loro hanno deciso di fare ricorso contro il taglio dei vitalizi deciso a
dicembre dall'ufficio di presidenza della Camera. L'organo a cui hanno
fatto ricorso gli onorevoli, tra cui ci sono esponenti di Pd, Pdl e
soprattutto Lega è il Consiglio di giurisdizione di Montecitorio, un
organismo che decide su tutte le controversie interne alla Camera. I
deputati, a differenza di un normale cittadino, non devono fare ricorso
al Tar, basta rivolegersi a questo speciale consiglio, un unicum in
Europa.
Ricorsi da Pd, Pdl e Lega - Il presidente del
peculiare ogano è Giuseppe Consolo del Pdl, che ha riferito di una
ventina di pratiche già arrivate, soprattutto. Tutti però vogliono
rimanere nell'anonimato. Tranne uno, il deputato del Pdl Roberto Rosso
che, al Corriere della Sera, conferma di aver fatto ricorso.
"Certo che ho fatto ricorso. E' stata fatta una palese violaione delle
norme. Sono alla quinta legislatura e avevo maturato il diritto di
andare in pensione a 50 anni - spiega il deputato -. Ora, i diritti
acquisiti sono intangibili. Per tutti evidentemente tranne per i
parlamentari". Non vuole sentir parlare di Casta, Rosso: "Guardi che
guadagno 60 mila euro, ho la segreteria a Vercelli e pago il rimborso
spese di 7.500 euro, vitto, alloggio e taxi. Ho persino rinunciato alla
seconda pensione da avvocato unico in Parlamento". Il deputato Pdl
sembra un fiume in piena: "Lo sa che siamo la sola categoria che è
tagliata 2000 euro? E che abbiamo la tassazione al 63 per cento?". Rosso
non indietreggia nemmeno quando gli fanno notare che non è un bel
segnale, in tempo di crisi, farsi annullare i tagli ai vitalizi. "Senta,
questo sembra un Paese di cretini. Se dobbiamo implorare la povertà
genuflessa come valore principe, facciamolo. Ma molti dirigenti dello
Stato guadagnano più di me".Fonte:http://www.liberoquotidiano.it/news
politica
| inviato da Aaronn il 22/1/2012 alle 0:47 | |
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21 gennaio 2012
LA FORZA , l'ORGOGLIO,LA CODARDIA.-
Nel
terzo giorno di sciopero in Sicilia, la protesta, promossa dal
Movimento dei Forconi si estende anche alla regione più vicina
all’Isola: la Calabria. Infatti, oltre ai blocchi delle autostrade
siciliane, i manifestanti hanno istituito un primo blocco a Villa San
Giovanni, luogo in cui attraccano i traghetti da e per la Sicilia. Lo
sciopero proclamato dagli autotrasportatori siciliani aderenti all’Aias,
al movimento dei forconi, con un atteso effetto domino ha già raggiunto
tutta la Calabria, con presidi che si sono rapidamente diffusi in tutta
la regione da Reggio Calabria a Catanzaro. Anche in Calabria la protesta viene portata avanti dai camionisti dei Tir e non si sa per
quanto tempo hanno intenzione di paralizzare la regione. Secondo le
prime informazioni giunte dalla Calabria, molti camionisti stanno
attualmente bloccando la statale 280, uno dei pochi collegamenti
stradali tra Catanzaro e Lamezia Terme. Il blocco principale nella
regione è stato individuato all’uscita di una galleria all’altezza del
Sandinato. I camionisti calabresi si uniscono a quelli siciliani per
protestare contro il rincaro del costo del gasolio e per gli elevati
costi di gestione dei mezzi.
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Il gruppo di danza popolare di Caltanissetta ha deciso di sostenere
il "Movimento dei forconi", danzando giovedì 19 gennaio, alle 15, presso
il presidio dell’hotel Ventura. "La danza popolare - si legge in una
nota - è cultura, crea e fonda, insieme alla musica e ad altre forme di
espressione, l’identità di un popolo. La danza popolare appartienente al
popolo. Danzare insieme al "Movimento dei forconi" significa, per noi,
sostenere in modo creativo e propositivo la protesta, ricordare insieme
la nostra cultura di appartenenza e la sua bellezza, portare anche le
donne nei presidi con la loro forza e con la loro capacità di ascolto e
dialogo. Le donne siciliane sostengono e condividono la loro cultura di
appartenenza e la dignità di essere donne in una terra complessa,
difficile ma piena di storia, energia e forza".
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Oggi,
18 gennaio, alle ore 12:00, presso la Prefettura di Caltanissetta, si è
svolto un incontro tra i Sindaci di Caltanissetta, Gela, Butera, Riesi,
Niscemi e Mazzarino, alla presenza del Prefetto, Umberto Guidato, del
Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di
Finanza, per affrontare le problematiche emergenziali conseguenti il
blocco e lo stato di agitazione per l’operazione “Forza d'urto”. I
Sindaci presenti hanno chiesto rassicurazioni sul mantenimento dei
servizi essenziali alle popolazioni dei territori interessati e hanno
convenuto di chiedere congiuntamente, al Governo Regionale e Nazionale,
l'immediata convocazione di un tavolo di confronto con i rappresentanti
dei manifestanti che, da tempo, chiedono di essere ascoltati,
auspicandosi così che in tempi brevi si possa tornare alla normalità.FONTE http://www.giornalenisseno.com/

IL
commento:
Probabilmente ,a
suo modo d'intendere la protesta, Confindustria pone in essere delle ragioni
che,anche se a prima vista sembrano gratuite,dopo attenta riflessione le si
deve riconoscere che,in fin dei conti ,fa i propri interessi. E tuttigli
italiani sanno cosa rappresenta e chi rappresenta CONFINDUSTRIA, almeno nel
comparto Siciliano.
Non mi sento di sposare appieno le frasi ultime dei loro rappresentanti che
vivono in un contesto siciliano e bene comprendono che la loro istituzione esprime e vive dei contributi di tutti gli iscritti
all'industria ,in speciale modo dei costruttori edili.
Certamente un danno all'impresa e all'industria giunge da tale
movimento,ma ormai sono finiti i tempi in cui si diceva: " dopo il danno
la beffa " ed i Siculi, indipendentemente di quel che evacua
"Confindustri" , come i Padani e come tanti italiani che hanno a
cuore la propria terra, devono reagire. Bossi, alcuni anni fa disse che se il
federalismo non fosse arrivato alla "Padania" avrebbero abbracciato i
fucili ,ebbene ogni ciarlatano nella sua piazza può dire di tutto.Il popolo
siciliano che ciarlatano non é non voterà più ciarlatani,almeno si spera, ma si
comporterà alla stregua di questo manifestino; piccolino, piccolino,ma che vuol
dire a tutti i ladroni d'Italia e agli speculatori che bivaccano da tempo attorno alla mangiatoia politica che il fieno sta per esaurirsi, anzi non viene più portato nelle stalle.
Avete fatto caso illustri lettori d'ogni censo, che fra i manifestanti non
s'é visto un medico, un farmacista,un industriale,un costruttore edile, un
dentista o un avvocato ? Chiedetevene il motivo e poi troverete la risposta.
Ebbene, per concludere, Vi dico che se questo Governo, che é nato per
mettere la politica al bando perché litigiosa ed inefficiente, avesse
efficacemente diminuito i parlamentari, avesse almeno dimezzato gli introiti di
tutta la politica, avesse tolto ,indebitamente percepiti, i vitalizi di 60 anni
di bivacco presso gli scanni della "Repubblica", perché ottenuti con leggi per loro conto, il popolo siciliano
si sarebbe sentito orgoglioso di partecipare al riassetto dello Stato e
dell'economia.
Ma Tanto non é stato fatto, basti osservare come l'ex Ministro Amato,per fare
un esempio, ancora lo si osserva bivaccare e gironzolare vicino ai potentati
politici del momento per tentare un ulteriore aggancio per
ricevere incarichi di ogni sorta,e con la vituperata sfacciataggine di
diffondere paure ed anatemi , se l'attuale governo non avesse introdotto
almeno un paio di politici-tecnici nel suo organico, con molta facilità si sarebbe
aiutata la diffusione dell'antipolitica.
Ebbene ,da queste manifestazioni ,si intravede come tanti Politici
d'ogni misura attendono di ricevere un appannaggio da quella camera dei
" Lordy " che ad oggi ha portato il paese alla discarica.
I Siciliani hanno ragioni da vendere e sono certi che a essi, domani si
uniranno i calabresi fino a congiungersi con tutto il popolo dei pensionati dei
monoreddito d'Italia che, con l'avvento disgraziato dell'euro ,in un baleno si sono visti
dimezzare lo stipendio ,i vitalizi ,le pensioni mentre gli introiti di tutti i
parlamentari si sono raddoppiati e la delinquenza ancora transita imperterrita e senza giudizio
per gli scanni dei due transatlantici.
Ebbene i siciliani ,non rimarranno ad osservare ,non rimarranno a mostrarsi
né a essere dei -mafiosi -,ma potranno avere buoni motivi per rivendicare le loro
molteplici ragioni. Aaronn

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lavoro e società
| inviato da Aaronn il 21/1/2012 alle 15:22 | |
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21 gennaio 2012
NON SI PLACHERANNO NE " IL MOV.TO DEI FORCONI NE' "FORZA D'URTO"
LE CINQUE GIORNATE SICILIANE
Forza d'Urto: «Sarà sciopero ad oltranza» In piazza anche gli studenti|Le immagini
Il movimento si spacca: l'Aias alla mezzanotte di oggi interromperà la protesta iniziata domenica scorsa
 ph. Italpress
PALERMO - Al quinto giorno della protesta che ha paralizzato la
Sicilia il movimento si spacca. L'Aias alla mezzanotte di oggi (venerdì
20 gennaio), come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero,
interromperà la protesta iniziata domenica scorsa. «Tutti gli altri
autotrasportatori indipendenti insieme a tutti gli altri aderenti a
Forza d'urto continueranno invece la protesta a oltranza». Lo ribadisce
in una nota lo stesso comitato. Il presidente della Regione Raffaele
Lombardo ha chiesto invece un incontro al Presidente del Consiglio Mario
Monti che dovrebbe svolgersi mercoledì 25 gennaio. «Le rivendicazioni
sono condivise e condivisibili», afferma il governatore, «e alcune sono
relative alle nostre competenze. E per questo stiamo facendo il
possibile». «Mi auguro», ha concluso, «che il governo, a partire dal
presidente del Consiglio, possa essere sensibile rispetto a certe
problematiche che riguardano la Sicilia».
Forza d'Urto, città sotto assedio: le foto
BLOCCHI STRADALI ATTIVI - Intanto
sono ventisei i blocchi stradali ancora attivi in sette province
siciliane organizzati dal movimento Forza d'Urto e che in cinque giorni
hanno bloccato tir, autobotti, camion carichi di alimenti, carburante, e
altri prodotti. Ogni presidio ha un proprio responsabile che coordina
il blocco e decide chi deve superarlo. Continua inoltre lo sciopero
della fame di uno dei leader del movimento dei Forconi, Martino
Morsello, in seguito alle dichiarazioni del presidente di Confindustria
Sicilia, Ivan Lo Bello, che ha denunciato infiltrazioni mafiose tra i
manifestanti. «Col mio gesto», dice Morsello, «voglio che venga
accertata la verità di tali gravissime affermazioni e conoscere i nomi
dei personaggi mafiosi che potrebbero essere vicini al nostro movimento.
Sono sicuro che da parte di tre protagonisti, Mariano Ferro, Giuseppe
Scarlata e me, che hanno costituito il movimento, non ci può essere
nessuna ombra di dubbio di collegamenti con esponenti mafiosi. Mi rendo
disponibile a collaborare con Lo Bello e i rappresentanti di categoria e
le istituzioni per arrivare ad accertare eventuali infiltrazioni nel
movimento».
Forconi, anche gli studenti in piazza: foto
STUDENTI: «SOLIDALI CON CHI LOTTA»
- Al movimento si uniscono anche studenti e esponenti dei centri
sociali. Sono circa un centinaio quelli che stanno partecipando al
corteo organizzato a Palermo dal coordinamento degli studenti medi, in
segno di solidarietà alle proteste degli autrasportatori dell'Aias e
degli agricoltori. In testa al corteo, partito dalla Cattedrale, che sta
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| Bandiera bruciata |
sfilando per corso Vittorio Emanuele, c'è uno striscione con scritto
«Rivolta popolare», e alcune bandiere con il simbolo della Trinacria.
«Gli attacchi di questi giorni al movimento sono strumentali - dice
Federico Guzzo del coordinamento studenti medi. «Se è vero come qualcuno
dice che ci sono dei mafiosi infiltrati, mi chiedo perchè non facciano i
nomi. Appoggiamo la protesta contro la crisi e la globalizzazione,
perchè noi la viviamo in prima persona». I manifestanti sono diretti al
porto. Durante il corteo un gruppo di ragazzi ha bruciato una bandiera
tricolore perchè dicono, «simbolo dello Stato italiano, che con le sue
manovre finanziarie fatte di lacrime e sangue con aumenti esponenziali
delle tasse e del caro vita, sta riducendo in miseria la popolazione,
facendo arricchire sempre i soliti noti, casta politica in primis, già
ricca di privilegi». Anche a Catania gli studenti manifestano la loro
solidarietà ad autotrasportatori e agricoltori con un sit-in in Via
Garofalo. Gli studenti hanno poi incontrato il sindaco Alfio Papale con
il quale hanno discusso della protesta, auspicando una sua mediazione
per far passare i beni di prima necessità e rappresentare al Governo
regionale il loro sostegno all'iniziativa e le ragioni della loro
protesta.
A GELA RAFFINERIA RISCHIA FERMATA -
Un nuovo corteo di protesta sta percorrendo le principali vie di Gela
per raggiungere piazza Municipio e concludersi davanti ai cancelli del
petrolchimico. A loro si sono aggiunti gli studenti e una parte di
commercianti che, in aperta polemica con i propri sindacati, si sono
riuniti in comitato spontaneo. Questa spaccatura nella categoria
potrebbe mettere a rischio quegli esercenti che non intendono aderire
all'invito dei dimostranti di sospendere le attività commerciali per la
durata della manifestazione. Ci ha pensato il sindaco di Gela, Angelo
Fasulo, a superare la difficoltà: pressato anche dalle organizzazioni
sindacali dei commercianti e degli artigiani, «ha ritenuto di dover
accogliere tale richiesta - si legge in un comunicato - sia per senso di
solidarietà sia per scongiurare seri problemi per l'ordine e la
sicurezza pubblica» e ha emesso un'ordinanza con cui dispone la chiusura
dei negozi dalle 9 alle 12,30. Intanto, al petrolchimico dell'Eni,
questa mattina, il cambio turno del personale è stato quasi regolare
(70%). Permane però una situazione di allarme sul fronte della sicurezza
«perchè - dicono i dirigenti aziendali - da una settimana, senza i
lavoratori giornalieri, non viene garantita la manutenzione ad
apparecchiature e macchine di quegli impianti che ne hanno necessità».
Per cui fanno sapere dalla direzione dell'azienda dell'Eni in una
lettera inviata al prefetto di Caltanissetta che «malgrado il forte
attaccamento al lavoro e la non comune abnegazione del nostro personale,
la Raffineria di Gela spa non è in grado di garantire la piena
operatività degli impianti». La città inoltre è sempre invasa dai
rifiuti non raccolti.
LE RICHIESTE DEL MOVIMENTO - «Il
movimento Forza d'urto si propone di restituire fiducia e dignità ai
siciliani e a tal fine volendo rilanciare l'economia dell'isola chiede
al governo regionale e nazionale di voler intervenire su una serie di
punti, sulla base delle necessità comuni e specifiche delle Categorie,
che il movimento rappresenta». Comincia così la bozza delle richieste,
presentate dal movimento al presidente della Regione Raffaele Lombardo
nell'incontro di giovedì 19 gennaio. Ecco l'elenco delle richieste
contenute nella bozza: «Defiscalizzazione del carburante. Miglioramento e tutela del tenore di vita e delle condizioni generali delle famiglie insistendo su una riforma sul
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| I «Forconi» |
controllo dei costi fissi delle utenze ed i bisogni fondamentali
(metano, acqua, energia elettrica). Rilascio del Durc anche in presenza
di pendenze che verranno regolarizzate con un piano di rientro (Serit,
Empaia, Inps) in anni 10 con interesse legali e senza spese aggiuntive
(sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per ritardato
pagamento). Abolizione dell'Imu sui fabbricati rurali ed insediamenti produttivi che interessano il prodotto locale. Dotare la Crias di maggiori risorse finanziarie da
destinare al mondo agricole e delle aziende. No agli interessi usurai
della Serit, sanzioni accessorie, diritti di notifica, interessi per
tardato pagamento, blocco per due anni delle cartelle esattoriali». La
bozza prosegue per le categorie della produzione agricola: «Arginare con
leggi le strategie commerciali messe in atto dalla Gdo. Leggi ferree
per scongiurare il taroccamento dei prodotti e conseguente intenso
monitoraggio della guardia di Finanza sui traffici merci alle frontiere
ed ai porti. Applicazione di una tassa per chilogrammo agli importatori
di ortofrutta devolvendo tale introito ad un fondo di riserva per
l'agricoltura italiana e la pesca. Abolizione degli sconti che la grande
distribuzione richiede alle imprese commerciali, che riforniscono, e
pagamenti più celeri secondo il modello francese. Perequazione dei
maggiori costi di produzione che sostengono le aziende. Erogazione
immediata di tutte le spettanze delle calamità naturali. Istituire una
legge in base alla quale nei supermercati si limiti ad un numero la
presenza di prodotti ortofrutticoli ed ittici di provenienza non
siciliana».
CRITICI I SINDACATI - l blocco
dei trasporti in Sicilia sta producendo effetti devastanti sull'attività
di centinaia di aziende agricole e la sospensione dal lavoro di
migliaia di operai del settore agricolo della regione, con ripercussioni
pesanti su tutta la filiera alimentare anche nel resto del paese. Lo
afferma il segretario nazionale Flai Cgil Gino Rotella in merito a
quanto sta avvenendo in questi giorni in Sicilia. «È successo anche nel
recente passato, afferma, che la potente lobby del trasporto siciliano
abbia comportato il fermo delle attività nel settore agricolo, con
ripercussioni sul lavoro e sul complesso sistema di approvvigionamento e
dei prezzi di frutta e verdura. Tutto ciò è semplicemente
inammissibile», dice Rotella. E, prosegue, «se fa venire in mente
l'alleanza tra mafia e camorra per il controllo del settore
ortofrutticolo, in particolare dei mercati e del trasporto dei prodotti
appaltato al clan dei casalesi (come una recente inchiesta della
magistratura ha accertato), mette in evidenza la necessità e l'urgenza
di avviare un reale ed effettivo processo di riforma della politica
agricola nazionale, nel suo insieme, non solo per ridurre le filiere
agroalimentari ma per renderle più trasparenti e meno affollate di
soggetti estranei che offrono i diversi servizi dell'agromafie: dal
lavoro, ai trasporti, ai prestiti».Fonte:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/
lavoro e società
| inviato da Aaronn il 21/1/2012 alle 8:28 | |
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20 gennaio 2012
LA INDECENTE PROVOCATORIA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SICILIA.
In Sicilia imprese paralizzate e stop alla benzina. Confindustria: mafiosi tra i manifestanti
di Nino AmadoreCronologia articolo19 gennaio 2012
Un presidio degli autotrasportatori a Palermo (Ansa)
C'è chi parla di protesta di popolo e chi invece di un caravaserraglio ad alto tasso di infiltrazione mafiosa. Certo è che la protesta di agricoltori del movimento dei Forconi,
pescatori, camionisti, il movimento politico Forza D'Urto, che il
leader di Grande Sud Gianfranco Micciché ha definito «una rivolta di
popolo» ha già avuto un primo effetto: paralizzare tutti i comparti
produttivi della Sicilia, fermare il rifornimento di benzina causando la
chiusura di tutte le pompe, rendere difficile il rifornimento dei
supermercati dove le scorte stanno quasi per finire. Manco a dirlo i
prezzi di alcuni prodotti sono schizzati alle stelle, cresce la
speculazione e al mercato nero della benzina i criminali fanno buoni
affari. Non solo: c'è ora il rischio delle forniture per gli ospedali e
per il trasporto dei rifiuti in discarica.
Al quarto giorno di blocco le prime stime dei danni arrivano da Confindustria Palermo:
dalla manifattura alla chimica, dal legno all'agroalimentare, dalla
meccanica al tessile fino ai servizi, si registra un calo della
produzione del 70% e una flessione sensibile intorno al 30% è segnalata
dalle industrie del settore turistico. Dice il presidente degli
industriali palermitani, Alessandro Albanese: «Sempre più imprese stanno
comunicando le procedure di cassa integrazione per il proprio
personale. I nostri automezzi sono stati sequestrati dai manifestanti. I
nostri autisti sono stati costretti a chiudere i camion e proseguire a
piedi, deploriamo questi ricatti e violenze degni di una guerra civile».
Confindustria Palermo chiede che vengano forzati i blocchi e scortati
dalle forze dell'ordine i camion e i tir che trasportano merci.
Sono rimasti a lungo inascoltati gli appelli di 11 associazioni di
categoria anzi il presidente della regione si è premurato, come ha
sottolineato il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello,
di incontrare uno dei leader dei movimenti che bloccano la Sicilia. E
mentre la protesta si allarga a macchia d'olio in tutta la regione, è
sempre Lo Bello a tornare sull'argomento ribadendo un allarme già
lanciato nei giorni scorsi: «Tra gli agricoltori e gli autotrasportatori
che stanno creando notevoli danni al sistema imprenditoriale, abbiamo
rilevato direttamente, e attraverso i nostri associati, la presenza di
personaggi legati alla criminalità organizzata». E trova una sponda
autorevole in Francesco Messineo,
capo della procura antimafia del capoluogo siciliano: «Se Confindustria
ha questa cognizione del problema la situazione è della massima
serietà. Per questo troviamo giustificato l'allarme lanciato
dall'organizzazione degli industriali al quale sarà data grande
attenzione».
Una situazione che appare molto grave e che qualcuno non esita a definire eversiva
in cui difficoltà finanziarie di vario genere (tra coloro che
protestano anche le "vittime" della Serit, l'agenzia di riscossione
della regione) cui non sono estranei esponenti dell'estremismo nero,
come gli esponenti di Forza Nuova, ma anche in qualche caso, secondo
alcuni testimoni, consiglieri comunali del Movimento per le autonomie,
il partito del governatore Lombardo. Governatore che da oltre un'ora e
mezza è in riunione a Palazzo d'Orleans con i rappresentanti di chi ha
organizzato i blocchi: alla riunione partecipano anche i prefetti di
Palermo e Catania. Resta poco chiara, comunque, la piattaforma
rivendicativa: al centro di tutto c'è l'aumento del costo dei carburanti
che certo ha un'importanza cruciale nella gestione di impresa. «Su
questo fronte – dice Mario Filippello – non vi sarebbe motivo di
protestare visto che già il Governo nazionale si è impegnato a risolvere
i problemi».
Di sicuro sembra siano stati sbloccati i 15 milioni gestiti dalla
Crias (la Cassa per il credito agli artigiani) di cui è presidente
Rosario Alescio: in attuazione all'art 68 della legge regionale n.
6/2009, che prevede aiuti agli autotrasportatori, grazie a un fondo
economico con una dotazione iniziale di 15 milioni, destinato a
finanziare crediti di esercizio ed aiuti per gli investimenti, sono
state approvate le prime 76 richieste di finanziamento per complessivi
2,46 milioni di euro. Le operazioni di pagamento sono già in corso di
esecuzione mentre nei prossimi giorni si procederà allo scorrimento
della graduatoria per l'impegno definitivo della complessiva dotazione
finanziaria.
Intanto l'assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti Pier Carmelo Russo
ha convocato le associazioni di categoria per sabato. All'ordine del
giorno la sottoscrizione del patto di legalità ma la riunione servirà
anche a riattivare la Consulta regionale dell'autotrasporto e a mettere a
punto nuove iniziative per sollecitare il Governo nazionale sulle
politiche dei trasporti in Sicilia.Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-19/sicilia-imprese-paralizzate-stop-140758.shtml?uuid=AaslV2fE
politica interna
| inviato da Aaronn il 20/1/2012 alle 7:7 | |
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19 gennaio 2012
LA SICILIA E' INCAZZATA E SI APPRESTA A VARCARE LO STRETTO, MA ATTENZIONE ALLA SPECULAZIONE DEI POLITICI.-

Ascoltate Italiani la voce della ragione,ascoltate l'uomo del sud che parla non con la voce altisonante,ma con la voce del cuore che grida agli accattoni, ai ladroni ai parassiti che ancora oggi veicolano fra gli scanni dei due rami del parlamento e di tutta la politica nel suo insieme.
DIGITA SUL GRASSETTO SOTTOSTANTE>
www.youtube.com
?[http://www.nocensura.com/]
LA TV LI HA CENSURATI: PENSIAMOCI NOI: TUTTI DEVONO ASCOLTARE QUESTO
CITTADINO!!! QUESTO è UN SIGNORE, NON E' UN MASCALZONE "ONOREVOLE" COME QUELLI CHE BIVACCANO A SPESE DEI LAVORATORI.-
Aaronn
POLITICA
| inviato da Aaronn il 19/1/2012 alle 16:42 | |
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19 gennaio 2012
LO SAPEVATE CHE.........E' USCITO NELLE MIGLIORI LIBRERIE LAZIALI E NON IL DIZIONARIO DI NADIA TURRIZIANI? .................
Come in ogni tempo, l'uomo e la donna, di solito, oltre ai tanti
piaceri, da sempre, hanno provato sbocco nella passione della golosità,
quella che non conosce alcuna crisi.
Parliamo di quelle golosità non mai apparentemente scomparse e di cui
non sempre si trova traccia nelle nostre più rinomate pasticcerie.
Allora, ecco arrivare nelle nostre cucine la possibilità di
consultazione in un bel dizionario bene redatto ,con una dovizia di
particolari e illustrazioni, che solo un'aiutentica scrittrice-golosa
"poteva osare con la stesura del :*DIZIONARIO DI UNA GOLOSA* : La
signora Nadia Turriziani che, traendo profitto per l'amore della miglior
fattura dolciaria ,nello stesso, descrive tutta una componentistica
d'incredienti perché, in quest'epoca così difficile, le nostre mogli, le
nostre madri, oppure nonne, per l'occasione più ghiotta, in prossimità
delle feste , possano riprendere l'antica usanza " dei dolcetti fatti in
casa ," che ancora é nei nostri ricordi di un tempo andato che ridona
alla casa ,a tutta quanta la famiglia l'antica armonia che, nel suo
contesto vuole essere il ritorno a quella radice che gli spetta di
diritto. Complimenti signora Turriziani, per riportarci e ridarci un po’
del nostro passato.
Aaronn
Aaronn

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19 gennaio 2012
L'ORGOGLIO : AsPRIRAZIONE ITALIANA
 CLICCA SUL GRASSETTO E LE IMMAGINI
Mario duro: "Noi chiediamo solo una
governance della crisi migliore". Sberleffo a Berlino: col premier
inglese siparietto in stile Angela-Sarkozy
Monti ha chiesto a Berlino di fare di più per ridurre il debito italiano, la Merkel ha detto no. Ma così fallisce l'Europa
politica
| inviato da Aaronn il 19/1/2012 alle 9:35 | |
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19 gennaio 2012
IL MORALISMO NEGLETTO

Sorrento, vicino alla casa del Cap.Schettino ,la protesta per il giudizio,per l'uomo che ,nel bene o nel male,ogni giorno é fra noi e vive con noi.
Sulla vicenda del Giglio,il Cap Schettino non può essere ritenuto scusabile”, tante sono le evidenze che hanno prodotto un si facile commento ,tanti i comportamenti non conformi alle leggi del mare e della navigazione. Tanto é, come ha dichiarato il
procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, che il Cap. Schettino é stato messo ai domiciliari in attesa di ulteriori indagini . Ha
ragione De Falco. Ha ragione anche Verusio, soprattutto hanno ragione i familiari delle vittime e dei dispersi,ha ragione quella parte del sociale che considera ,un po frettolosamente , ed imputa ogni responsabilità a Schettino .
Ma il marciume del moralismo che rigurgita in noi e che sale fino in
gola per trovare sfogo e darci serenità, alla fine non è da meno:
scaricare il nostro fardello su ciò che è palesemente marcio non è meno
umiliante. E’ un rito liberatorio, primitivo e disumano di gente che
ansiosamente lapida, per non essere lapidata.
Perché “quell’uomo” è l’uomo. Perché c’è in ciascuno di noi “quell’uomo”, non scusabile
e capace di mentire fino all’ultimo, possibile atto di redenzione.
E proprio in “quell’uomo”, di fianco, sotto, prima, dopo, tutt’intorno
alla falsità sputata (“va bene Comandante”) c’è una segreta, silenziosa
implorazione, che non riesce neanche a prendere forma, tanto è capacità
dimenticata o rifuggita: “Perdonatemi”. Perdonami. Tu, a cui ho rovinato
l’esistenza: perdonami. Tu, se puoi, perdona un non scusabile..
Si può voler bene a un uomo che non può porre in essere delle scuse per un tale comportamento? Si può amare l’uomo? Perché,
quando si ama un uomo, lo si ama così com’è. Questo è il dramma eterno:
per poter amare “quell’uomo” occorre qualcosa di ultimamente “ingiusto” e
contemporaneamente “l’unica giustizia desiderabile”, quella per la
quale saremmo salvati, saremmo amati. Ebbene, quell'Uomo ,in un momento tragico,in un a fase del disastro ,di cui lui solo poteva agire bene o male, non ha trovato la giusta serenità,il giusto equilibrio per potere uscirne a testa alta . Il panico ,il disastro,le strilla della gente,donne ,anziani,bambini in pericolo di vita,una scena ,senza tempo, che non ha prodotto una riflessione più equilibrata. Ci saremmo aspettati un comportamento diverso di un uomo che, nonostante la sua resposabilità, sarebbe stato capace di desiderare
di fare l’unica cosa all’altezza della sua statura: dare la vita per
l’altro.Ma la società ,l'uomo di oggi non ha considerato che in questa brutta vicenda é emerso l'uomo. Sicuramente quell'uomo che la società di oggi distingue essere pecora o lupo,ma che in ogni caso è un uomo che vive in mezzo a noi assoggettato ed adeguato a questa società pronta ad inghiottirlo se pecora o pronta a osannarlo se lupo.
Questa nostra società ,purtroppo non é una società di mezzo,nel senso che ragiona poco,é una società incancrenita da tanti accadimenti che negli ultimi tempi sta attraversando delle difficoltà dovute al disastro economico ,questo ultimo,ingenerato dalla negativa amministrazione dello stato da parte di politici che in un continuo avvicendarsi come in una ruota della fortuna si sono sbranati e continuano a farlo per giungere ,un po tutti,a spolpare quel che di ghiotto contiene l'apparato dello stato e di tutto quel che gli veicola attorno.
Crocifiggere “quell’uomo” è sempre un modo astuto e umiliante di evitare
la porta stretta. Quando avremmo bisogno, di giudicare e condannare oltre che il Caop. Schettino,tutti gli altri uomini che ,nelle forme più diversificate hanno prodotto e continuano a produrre, indifferenti, danni all'umanità,senza ricevere alcun attacco dalla società e/o giudizio? Aaronn
Società
| inviato da Aaronn il 19/1/2012 alle 8:50 | |
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18 gennaio 2012
LA STORIA E LA CULTURA DEVASTATE DALL'INDIFFERENTISMO
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Carmelo Antinoro
©
2008
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LE CARCERI DI FAVARA
di Carmelo Antinoro
Si hanno prove documentali sull’esistenza delle carceri di
Favara dai primi decenni del XVII
sec. ed erano allocate all’interno del castello. Ma che il castello fosse
utilizzato come carcere è anche accertato dai notevoli graffiti e bassorilievi
esistenti all’interno dei due vani utilizzati per tale scopo, risalenti ai primi del 1600 ed alla seconda metà del 1800
(v. foto): il carcere criminale e quello delle donne.
Il
carcere criminale lo ritroviamo al piano terra, entrando a sinistra,
dove c’era la cu cina e la prima rampa di scala d’accesso al piano nobile.
Entrando, a destra ritroviamo una delle tre stanze degli armigeri, poi carcere civile.
Il carcere
delle donne era relegato in una stanzetta “del quarto superiore”
(secondo piano) del mastio, dove sono ancora evidenti incisioni
risalenti al XVII sec. Il motivo classico, ricorrente, era la croce,
rappresentata in diversi modi, semplice, con il Cristo ed in modo più
complesso, con le scale poggianti sui bracci, iconografia popolaresca
riconducibile al calvario, presente sin dai tempi remoti in ogni paese.
Risulta curioso un galeone sullo stipite della bifora che anticamente
guardava il mare.
Sul lato
opposto del carcere delle donne, nel quarto superiore una monofora ed un
tratto della volta di copertura sono le
testimonianze di un ambiente che per un certo periodo venne utilizzato
come stanza delle torture, come attestano i documenti, in un luogo alto e
tale che le grida dei carcerati “in esperimento” non potessero essere
udite dalla popolazione.
Con la
soppressione degli ordini religiosi e con l’incameramento dei beni
ecclesiastici da parte dello Stato, l’Ente Provincia, intorno al 1868,
divenne proprietario del convento e della chiesa della Madonna del
Carmelo che poi ha ceduto al Comune di Favara per adibirlo a carcere e
sede dei RR. Carabinieri.
Tra il 1884 e 1885 veniva realizzato il carcere mandamentale di piazza della Vittoria da parte dell’impresa
Calogero Re.
Da quando il carcere
ha cessato di funzionare (anni "60 del 1900) è stato lasciato in miserevole abbandono
e utilizzato come luogo di deposito (v. foto).

Vista da piazza della Vittoria

Vista nord-est (prima della demolizione delle garitte
e dei parapetti dei percorsi di guardia)

Vista
zona nord-est dell'atrio


Viste
interne

Viste
interne

Situazione nel 2010, dopo il crollo del cornicione
nella notte del 24 novembre dello stesso anno

Situazione oggi
Geneo Storia
Favara
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CULTURA
| inviato da Aaronn il 18/1/2012 alle 12:3 | | | |