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27 aprile 2019

Dalle rime : Quando ... ero


Quando … ero

Quand’ero bambino.
Rimembro la felicità che vivevo,
ricordo …
la città d'una volta,
coi suoi vicoli, il suo odore, la sua storia.
Ricordi ... ricordi ... ricordi.

Quand'ero bambino,
pensavo …
a quanti anni avrei avuto da vivere;
pensavo che potessero essere tanti …
così, l’armonia mi entrava nelle membra.
Pensavo ... pensavo ... pensavo.

Quand'ero bambino,
per le vie del quartiere giocavamo a nascondino.
e , se c'era una festività vicina,
allora … tutto era letizia ...
tutti alzavano la cresta …
tutti sognavamo la fidanzata.

Quand'ero bambino?
Ossì ... ch’eravamo felici e spensierati;
stavamo seduti sulla scala al primo gradino …
e, con sguardi maliosi
e col capo chino,
guardavamo ... guardavamo ... guardavamo;

il passo felino delle fanciulle in fiore,
il cinguettio delle rondini in volo,
le campane che suonavano a festa
e le comari del quartiere
che non sapean tenere
i propri panni nella cesta ...

Oggi ... che sono divenuto adulto,
non penso, non guardo, non sento.
Fiuto solamente il fumo dilagante
della gente che, non lavora,
ma si asciuga la fronte …
si sente avvilita, si affanna per niente.

Mi manca …
il vocio … dei bambini per la via
Oggi … chiusi … in casa ...
presi tutti …
a fare da naviganti …
a giocarsi la fanciullezza.

Mi manca …
la Patria mia ... oggi corrotta e stanca,
invasa dall'orda e non più sovrana ...
che, statica e indifferente, perde la libertà …
mentre io silente … … …
serbo solo l’illusione della speranza …

Salvatore Casales.


 copyright



 



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22 aprile 2019

Da la mia nuova poesia : " di te "

 

 

Di Te

Il pensiero di te,

vive nella tormenta;

penetra nel segreto della conoscenza,

vive la tua esistenza.

E ... come gabbiano

che sorvola acque azzurre

d’un mare calmo

in cerca del nutrimento dei suoi piccoli ...

così ... io ...

con le ali spiegate

tento voli nell’immenso

in cerca d’infiniti spazi,

dove tu possa aver trovato ...

nel segreto dell’universo ...

il sereno dell’ultima vita.

 

Salvatore Casales

 

copyright

 




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14 aprile 2019

Da la mia Poesia" Una Madre nell'ombra del tempo. "

  Risultati immagini per Immagini di donne

Una madre nell’ombra del tempo

Visioni di un’antica stanza,
scorrono dopo anni,
come ombre sempre uguali
conservando i colori intatti del momento.
Atti di un domestico andare
non arrivano alla meta.

Atti levati dal dolore,
si piegano ai sentimenti repressi dal male,
agli amori traditi
e modellano l’0pera d’una vita
oltre la quale si perde la speranza
dei figli desiati,
degli amori nell’anima dispersi.

Amori rubati dal vento
che gridano al principio
dell’amore materno,
inconsapevoli, che un sipario
sul proscenio, alla fine dell’inutile atto,
tradito dall’ultima scena del nulla
sfoga nel rimpianto
per vivere l’ombra del tempo.

Salvatore Casales





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7 aprile 2019

Da le mie liriche: " Tempi che cambiano "

Risultati immagini per il saluto mattutino


quando l’uomo con uno spontaneo atto,
 salutava . . . l’occasionale passante
 o il conoscente . . . con un saluto riverente.

Quel saluto . . .  creava l’armonia del momento,
simboleggiava un atto di riguardosa vicinanza.
Quel saluto. . . era il seme mattutino
sparso nel terreno
per ricavarne un futuro  nutrimento.

Oh . . . si . . .
per il saluto
non c’era a quel tempo
la frase da cercar . . .
non era  essenza  quotidiana,

non era espressione d’ appartenenza
a una classe eletta,
ma forza autentica dell’uomo
che ci teneva a camminar
con la schiena diritta.

C’era . . .  l’autentico intendo  . . .
d’esprimer vicinanza
e, con il viso che trasmetteva tenerezza
per un domani nell’anima
 pregna d’amore e d’amicizia .

Oggi  . . . come allora . . . è pur mattino . . .
e nasce un nuovo sole
e si ringrazia lo stesso Dio
come atto d’un primo compimento
che concede luce al nuovo giorno.

Oggi . . . così come allora . . .
ci ricordiamo  . . . degli amici più vicini,
ma del saluto, tramandatoci dal tempo,
ricorriamo al messaggio
che ormai è progresso in tutto il mondo.

 Buon giorno . . .  Apri la finestra del tuo cuore . . .
lascia entrare il nuovo sole  . . .
Oggi sarà un giorno ricco d’emozioni.
Tanto scriviamo  oggi con sentimento  . . .
con frasi già fatte . . .  aforismi e citazioni . . .

Buon giorno” . . . ancora
leggiamo soddisfatti . . .
A chi ci regala il sorriso e,
a chi,  a volte, con un fiore o un cuore
c’infonde l’allegria del momento.

Il saluto appena svegli
è  storia antica del mondo intero
che ha tracciato le controverse storie  
dei quartieri e dei viandanti
appena giorno.

Oggi . . .
Non c’è più lo sguardo nell’incontro
che trasferiva nelle menti
del passato e del presente immagini e momenti
di ciò che l’uomo teneva dentro realmente.


Oggi . . . ci s’incontra . . .  semplicemente . . .
fra il rumore d’una umanità decadente
Che corre . . . con frenetica irriverenza
e non s’accorge di disperdere nel nulla
L’autentico contatto con la vita.

Salvatore Casales


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6 marzo 2019

Da la mia poesia : " Giù ...nel parco "

L'immagine può contenere: una o più persone, persone che praticano sport e spazio all'aperto                    

Giù ...nel parco

Giù nel parco
va, nel primier mattino,
lo sguardo mio.
Stropiccio gli occhi ...
per ammirar quel prato
ormai dai cangianti colori,
e, acuir fra i rami
augelli e merli rimasti
a pigolar... a sfidar l’inverno ...
a diffonder l’armonia tutt’intorno.

Foglie secche ... foglie
impreziosite di rugiada, brillano
come gemme al primo sole;
mentre i rami spoliati e inperlinati
appaiono imprecar quel suolo ormai vuoto
che ha assunto i colori del silenzio.

Ma nell’estasi del momento ...
la miglior visione si presenta agli occhi miei
nell’audir riecheggiare le strilla di quei ragazzi
che, in un tempo, intesorirono
l’aria di giochi e di canzoni ...
e ... in quel parco, che di loro
fu spazio quotidiano,
rivedo l’armonia diffusa,
l’ore più belle della loro giovinezza.

Ma or ... non più grida di festa ...
Or non più canti
a rimembrar l’insonne meridiana siesta
che turbar mi vide imprecar loro
quello scorazzar stridoso
e di poi ... con aperto sguardo ...
tollerar la festa ...
a seguir anch’io il rotolar del pallone.

Ma oggi ... quel pallone ...
ormai sgonfio e non più uso
fa capolino fra gli arbusti.
E’solitario e abbandonato.
In quel prato ormai spoglio ...
colorato dai colori del trascorso tempo ...
vi fa pipì un solingo cagnolino,
che baldanzoso e fiero
fra le aiuole trasandate,
incurante di quel solingo e triste prato,
teatrino di antichi giochi,
sembra voler dar seguito,
a quella storia del più bel tempo ...
quasi ... a onorar la presenza di quei ragazzi
che vissero la più bella età
e che in quel parco lasciarono la loro impronta.

Oggi ...ad uno ad uno,
li rivedo tutti quanti, figli del loro tempo,
nei visi colorati,
animati dalla vittoria
o affranti dalla sconfitta.
Affannati e stanchi
fra lacrime e sorrisi,
fra desideri e privazioni ...
legati da forti sentimenti.
Li rivedo ognor felici ...
ma ignari di un fallace destino
che forse non avevano sognato.

E’ allora ... che rientrando nella realtà ...
richiudendo le imposte della mia finestra,
sento l'emozione pervadermi dentro ...
avverto le gote intrise dal pianto.

Salvatore Casales

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1 marzo 2019

Notiziario del Compasso " Una loggia nella valle dei Greci porta il nome in onore di Luigi Pirandello.

 


          Perché inscrivere il grande drammaturgo Luigi Pirandello nella storia della Libera muratorìa che il G. O. d’Italia ha assegnato il n° distintivo 1533 all’O?R? di Agrigento?

Alla seconda domanda risponderà, il Fratello Oratore , per la pregiata oratoria che lo distingue, senza che io rinunci, nel breve, che la denominazione di questa R.L. a L. Pirandello non é nel suo indiscusso spessore culturale, che non abbisogna nuove esaltazioni, ma ... esoterico; é nel vissuto radicato del personaggio stesso che si manifesta la concezione in cui la teologia del sacro ha punti connessi con la cultura massonica.

Ma a Voi, Ill. Fratelli dirò, quanto sia non facile per me condensare in poche frasi, l’accadimento che ci vede riuniti, perciò tentando la sintesi vi dirò di questa mia ennesima avventura di Maestro Venerabile, del nuovo progetto di questa R?L? con l’assunto  del miglior convincimento che oggi, l’innalzamento delle nuove colonne risponde al sentimento di libertarianismo (1) e di ripresa del lavoro di ogni fratello.

 

Boaz e Jachin, che da oggi si ergono con l’ambizione ideale della libertà della fratellanza e dell’uguaglianza, non segnano solamente il confine tra lo spazio del mondo profano e quello nell’ambito della sacralità muratoria, né rappresenteranno il facile ingresso a soggetti in cerca d’una strada da percorrere nel modo in cui si ritiene utilizzare ed ermetizzare, a proprio piacimento, la Libera Muratoria...

 

Boaz e Jachin sono oggi la porta d’ingresso nel tempio. Domani, saranno quel limite valicabile soltanto all’uomo che nel mondo dei profani é essenzialmente un uomo libero e di provata morale che ... soffre il depauperamento di valori e dei principi. All’uomo che soffre la morale perduta di questa società in cui ogni cosa si baratta, ogni bisognanza non é soddisfatta se non dal compromesso e ... la tolleranza la solidarietà e la carità, (tanto in riferimento,  al bisogno sociale in cui versano tanti fratelli), rimangono, a volte, attenzioni marginali verso i quali si guarda con poco interesse e distacco.

 

Contro l’iniqua sortita della recente legge infamante e liberticida approvata dall’assemblea Regionale Siciliana e del 25 luglio dell’anno 2018, prodotta al senato con il DDL S. 364, contro il fantasma massonico artatamente agitato politicamente dagli adepti del dubbio e dai filosofi teoretici dell’Antimafia e contro ancora ogni disquisizione impropria per i rapporti fra chiesa e massoneria ... noi liberi muratori rispondiamo con lo stile che ci ha sempre distinto. Da impavidi ... inauguriamo nuove logge, con umiltà, innalziamo templi alla virtù e, nel contempo, scaviamo prigioni alle leggi antidemocratiche, anticostituzionali e demagogiche ... che si vogliono  imprimere agli uomini liberi ...

 

Allora é nostro intendo ... iniziare dagli adepti che si accingono a varcare il confine delle nostre colonne che, nel nostro ambito, si vivrà una cultura nuova, un metodo ... per una vita nuova; che la nostra continuerà ad essere una scuola, dove si forgiano i metalli, ma si coltiva, vieppiù, la pianta della fraternità, del rispetto e dell’amore, con il desiderio di divenire uomini migliori oggi ... e  maestri di saggezza domani.

 

Ritengo allora ... in questo distinguo ... che il valore di un massone non si soppesa ... per quelle che sono le qualificazioni che si conquistano nel sociale o per la posizione reddituale  ed economica che si detiene, ma per la qualificazione iniziatica che l’apprendista acquisisce, con la iniziazione connessa con la frequentazione assidua ai lavori rituali nel tempio.

E’ in questo luogo, dove egli lavora, si modifica e migliora coagulando esperienze diverse e, osservando le nostre leggi scritte e non scritte, trasformerà la virtuale iniziazione in una realtà che è propria di uomini che esprimono luce ... riferimento verso loro stessi e così da trasformare il masso informe che c’era in lui  ... in pietra levigata.

Perciò ché la R.L. Pirandello, sotto il profilo iniziatico, sarà autonoma e sovrana poiché la realtà unica della Massoneria è la iniziazione che qualifica e la tradizione che unisce e costruisce.

Non darà la possibilità ad un carrierismo massonico di maniera annidato in un oscuro sottobosco iniziatico.

In questa Loggia chi sarà scelto di farne parte, a priori dovrà conoscere che lo attende un lavoro di ricerca e di studio, dovrà comprendere di rimanere operaio fino a che non avrà la piena manualità degli arnesi, che il proprio sviluppo avverrà contemporaneamente con i propri fratelli che lavoreranno con lui.

 

Iniziaticamente, cresciuto, il fratello ... sarà lui a decidere se percorrere sentieri antichi, impervi, oppure nuovi ...

Sarà lui ... se tracciare o no un percorso per lasciare memoria di se praticando la virtù della solidarietà che non sia dell’apparenza ... della fraternità ... che non sia blanda esternazione illusoria verso  il fratello che, in ogni circostanza e luogo, avrà, a volte, bisogno di un sorriso o d’una parola di conforto e, infine praticando la tolleranza come riconoscimento del valore intrinseco dell' *altro sé* e non come propensione a lasciar che tutto scivoli via, ad attendere la soluzione spontanea del problema, lo slittamento nell'oblio.

Ma é anche necessario ch’egli mantenga uno stile comportamentale  di autentico libero muratore ... giammai da protagonista di un atto di carità che, in tutt’altro modo, in quanto fonte solidale, dovrebbe risultare parte anonima, perché non infranga la dignità del bisognoso e non mostri pretesa all’assoggettamento.

Solo con la forza di una grande sensibilità e con comportamenti più umili e senza prosopopea, ma parlando il linguaggio dei maestri, potremo riappropriarci dell’autentico spessore morale che la società da noi si aspetta ed ... “essere ricordati per gli uomini autentici che siamo stati e che contribuiremo alla storia della massoneria “. 

Per tali motivi, é mia opinione, che le logge abbisognano di uomini che ritornino a percorrere l’antico passo muratorio, di uomini che non si scalfiscano con i vari accadimenti della vita ... che non fuggano dagli scanni perché inseguiti dalla politica manieristica dilagante...

Molto fango si continua a spargere intorno alla nostra istituzione per incuterci paura ... per limitare spazi nelle istituzioni e nel sociale ... Forse ... noi stessi abbiamo delle colpe ... riconosciamolo ... e siamo vieppiù responsabili per il superficialismo comportamentale esternato fuori e dentro le colonne o – vuolsi- per le accomodanze alle quali spesso ci siamo piegati pur di favorire l’ingresso di un amico che poteva tornarci utile.    (Non ti preoccupare ... sarò io a farti entrare. Io sono uno che conta ... a me non diranno di no.)

E’ qui - ill. fratelli - che ci si insulsa di pochismo e si sperde nel nulla il progetto muratorio; ecco perché noi maestri, siamo i responsabili di una relativa credibilità perché, senza rendercene conto, a volte, abbiamo favorito l’ingresso nella istituzione a soggetti che non hanno mai lasciato i loro metalli fuori dalle colonne e la loro iniziazione s’è fermata allo stato virtuale ... senza un destino iniziatico.

Allora ... diviene compito e un dovere, del  Maestro Venerabile riportare nelle logge l’antico rigore iniziatico, istituzionale, vieppiù autorevole.

 

Perciò ... soffochiamo questo “ fumus ”... che, a volte, aleggia fra le colonne e sentiamola interiormente autentica questa fratellanza come l’atto più spontaneo, più sincero e più nobile che rese uniti gli antichi muratori che oltre al pane, al companatico e un bicchiere di vino ... *si divisero i sogni e la vita.

 

*Allora, é un dovere servire da guida a questa R?L?perché ciascun fratello si dedichi a curare la parte più occulta che abbisogna di modellamento del proprio ego, perché emerga l’umiltà e l’ operatività che c’é in lui.

Se miglioreremo noi stessi ... se manterremo la più ampia discrezionalità sui lavori che conduciamo in loggia ... se ci comporteremo da autentici muratori, una  serena risposta a questa società , la possiamo eppur dare , vieppiù ai tanti soggetti che, ignorando la nostra dottrina, danno una interpretazione distorta sul segreto iniziatico e sul giuramento ... lo confondono e, interpretandolo con vuote e apocrife iniziative discriminanti, limitano la nostra libertà. *

 

Non aiuterò pertanto il proliferare di maschere di genere, non aiuterò ad incrementare i nostri scanni con l’ingresso di arrampicatori sociali, alla ricerca di quel potere, oggi molto diffuso, che tende a minare la nostra libertà, a iscriverci nella morsa dei potenti e dei falsi agnelli.*

 

Piuttosto ... ricorderò ai Fratelli di rileggere “I doveri del libero muratore”, inviterò all’osservanza del silenzio - anche ai maestri - alla massima discrezionalità del lavoro compiuto dentro e fuori la loggia, al rispetto della parola data, al rispetto reciproco tra i fratelli, vieppiù  rispettando i ruoli di ciascuno.

 

Sono trascorsi tanti anni dall’ultimo mio mandato di M.V. e da allora, non ho lasciato l’intendo della ricerca, ho sempre scavato, per capire sempre e di più ... cos’é massoneria, ma ho imparato anche dai fratelli apprendisti, dalle loro innocenti perplessità, dalle loro ingenue richieste e mai inopportune di chiarificazioni, ho compreso le motivazioni che li hanno, a volte, indotti a mettersi in sonno.  Per mezzo di loro sono cresciuto.

 

La R?L? Luigi Pirandello - cari fratelli - nasce pertanto, per promettersi una conduzione in cui si darà maggiore attenzione alla formazione dell’apprendista l.m., alla motivazione che c’induce a riunirci, perché la massoneria deve essere contenitore di uomini liberi da qualsiasi condizionamento, sia che provenga dall’interno dell’istituzione che dall’esterno delle colonne...

 

Non sarò solo un convenzionale “capo” ordinatore di un lavoro burocratico, di una stereotipa ripetizione richiamata dal rituale.

 

Sarò, vieppiù nella essenza, il Capo famiglia ... di una piccola grande famiglia di un centro iniziatico che interagisce con i fratelli della sua loggia perché fra tutti si propaghi l’armonia, l’amore e la fraternità nel pieno rispetto delle libertà individuali e delle nostre diversità.

 

Ho finito ... forse avrei dovuto dire di più o ... di meno? ...  So solamente che adesso mi pregerò di ascoltare voi con la medesima attenzione che voi mi avete riversata. 

Per tutto ciò ... grazie a tutti. A tutti  i fratelli insedianti , a Voi tutti Fr. sia delle colonne, che dall’Oriente, che avete dato lustro, con la vostra presenza  a questa festa di iniziati, vi giunga il mio augurio di lunga vita con grande sentimento .-

 

Il Maestro Venerabile

Salvatore Casales

 

 

Bibliografia:

 

(1)                                                                                                                                                                                                                     

Wikipedia: Il libertarianismo è un insieme di filosofie politiche tra loro correlate che considerano la libertà come il più alto fine politico. Ciò include la libertà individuale, la libertà economica, la libertà politica e l'associazione volontaria. Ideologia di impronta egualitarista che integra tra i propri fini la giustizia sociale.

 

Valle dell’Akragas  03- febbraio 2019

 

 

 


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15 gennaio 2019

Notiziario del compasso: Una nuova loggia porterà il nome di L.Pirandello

Perchè la parola massone non sia accostata alla mafia,perché un'assurda concezione di una frangia della politica discrimina i cittadini, perchè la massoneria é bistrattata perchè non legata all'ossequio politico,i massoni del comprensorio di Agrigento innalzano templi alla virtù: " Il 3 febbraio 2019 apriranno una nuona loggia "



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18 novembre 2018

Notiziario del compasso: Il ruolo del Maestro Venerabile ieri e oggi.-

 

l Maestro Venerabile. Ieri e oggi

Il Maestro Venerabile ieri e oggi.


Il Venerabile Maestro; 

Sembrerebbe un appellativo tanto reverenziale, quanto irritante, per chi non concorda la relazione con l’arte della libera muratoria. Di certo c’è che, l’origine del titolo di venerabile maestro, deriva da molto lontano con riferimenti che, nel tempo, pur esaltando e attribuendole qualificazione, diventa funzione elevata di un soggetto, che emerge per sapienza, maestria e saggezza, al vertice di una loggia che presiede e governa.

Inevitabilmente è la storia ad avere assegnato un tempo in cui s’intese elevare l’uomo a tale dignità che ha una sua origine e un suo precipuo compito.

Non c’è alcun dubbio, epperò, che tal epiteto si rifaccia a quell’arte regale per eccellenza che si volle essere protetta dai re e dai potenti della terra che, in alcuni paesi come l’Inghilterra e la Germania di allora e tuttora, é attribuita alla massoneria.

Arte Regale esercitata in un alone misterioso, anche su mandato di vescovi e pontefici, che circondava le corporazioni di quel tempo storico, (1300-1400) che, ebbero il precipuo scopo di invadere l’Europa di quei simboli distintivi che rappresentassero il potere indiscutibile del cattolicesimo, all’epoca contrastato dal protestantesimo imperante.

Giova ricordare anche che fin dai tempi di Autari, (584), già esistevano in Italia, le compagnie dei Maestri Comacini che esercitarono l’architettura lombarda fino al tredicesimo secolo e che, assieme ai monaci benedettini, insegnarono anche in altri paesi, la scienza e l’arte di costruire quelle grandi cattedrali e i monasteri che a tutt’oggi ci mostrano, con la loro testimonianza in uno splendore immaginifico, il potere del cattolicesimo di quell’epoca.

Per ciò, avendo quei monaci assunto varie commesse, bisognosi di personale sempre più numeroso, furono indotti a educare e qualificare allievi anche fra i non religiosi.

Solo i monaci, precipuamente i benedettini, così preposti all’insegnamento delle regole e dei primi elementi dell’arte, furono chiamati venerabili in quando sacerdoti e maestri perché i soli a impartire l’insegnamento dell’arte.

Solo dal tredicesimo secolo in poi, gli allievi lavoratori della pietra, fra i più che intesero l’arte, ma che in vero avevano assunto la conoscenza della costruzione, stanchi di permanere sottomessi ai loro capi monastici, si organizzarono in un organismo, facendo proprie le regole di costruzione dell’arte gotica della quale, ne avevano scoperto i segreti . (1)

Questo corpo nascente, epperò si distinse dal precedente corporativismo perché i compagni, facenti le veci di maestri, resero partecipi gli apprendisti , dei segreti dell’arte e, ritenendoli  uguali a loro, iniziarono a chiamarli fratelli.

Questo nuovo gruppo di lavoro richiedeva che i compagni più abili e cognitori dell’arte fossero incaricati di sorvegliare e sovrintendere ai lavori più importanti e che divenissero così dei vice maestri, addetti alla direzione limitata a determinati lavori. Il loro insegnamento non era solo riferito all’opera tecnica della costruzione, ma assumeva carattere morale e religioso. Una religiosità che, dagli adepti era assunta autonomamente e che era riferita ai simboli tali da rientrare nell’ortodossia cattolica.

Come dai capi mastro si sia giunti al non facile titolo da conseguire,  è deducibile dal fatto che solo i più dotati intellettualmente e soggetti a selezioni severe, solo dopo anni, erano gratificati ad assurgere alla dignità di Maestro Venerabile.

Da tanto, ne derivò che dovendosi conservare i segreti dell’arte dell’elevazione, agli aspiranti desiderosi di intraprendere l’arte fu richiesto di essere uomini liberi e di buoni costumi. (2)

Liberi, di non essere costretti a comunicare i segreti del mestiere, di buoni costumi, perché una vita disordinata poteva condurre alla disarmonia del gruppo.

Nel determinarne le peculiari caratteristiche, le corporazioni sorte di ogni loggia si diedero delle regole in seno al gruppo di lavoro.

I Fratelli più capaci, in particolari riunioni che si tenevano nelle logge, dai compagni vice maestri erano scelti una volta l’anno per dirigere l’officina con il titolo di Maestro Venerabile.

Questi, a sua volta, era aiutato da due vice maestri, che assumevano il titolo di sorveglianti, scelti fra i compagni più esperti nell’arte della costruzione con il compito di sorvegliare il lavoro degli apprendisti; Il primo sorvegliante d’istruire questi ultimi, il secondo sorvegliante, di sorvegliare i compagni.

Questa, la più concreta motivazione che si attribuì al titolo di “Maestro Venerabile, ” designato per la sua età, viepiù per le sue competenze tecniche, apprezzato per sapere dirigere l’opera e per imprimere quel concetto d’uguaglianza, di fratellanza attorno al gruppo di lavoro, reso libero dai condizionamenti di potere e di rivelare i segreti dell’arte.

L’evoluzione che l’istituto muratorio ebbe, in epoca successiva, animato dalla volontà della sopravivenza, nel tempo, mutò gli scopi iniziali (pedamentali) e formativi della libera muratoria che, tradotti alla nostra conoscenza, sono riportati in ogni testo, in cui ci é descritta la storia dell’arte delle grandi costruzioni e dei rituali distinti per grado.

Nonostante, epperò, la Libera Muratoria fosse stata soggetta all’evoluzione radicale del sistema, non mutò, nel tempo, né venne meno il significato che si continuava a dare al titolo del Venerabile Maestro.

Ne fu testimonianza, insieme ai tanti ordini susseguitisi, l’avvento dell’Ordine dei Templari. Nella loro storia, non sempre chiara, si narra, come continuasse ad esistere la figura di un Venerabile Gran Maestro eletto esclusivamente dai monaci, i quali gli tributavano completa obbedienza e alcuno di loro poteva portare mutamenti alle leggi del Maestro.

La società, intanto, faceva il suo corso e il percorso dei muratori mutava repentinamente la propria filosofia operativa in quella speculativa, a causa di molteplici motivi, dovuti alla carente acquisizione di nuove commesse.

Il direttore che sovrintendeva alla costruzione di ieri … titolato a essere nominato Maestro Venerabile … ancora oggi, permane essere quel soggetto scelto da una loggia che, per anzianità senno ed equilibrio, sovrintende alla costruzione di un tempio.

Non c’è più l’edificio da costruire e/o da restaurare materialmente, ma quello interiore da modellare nell’uomo che aspira a tramutare in conoscenza l’azione, l’opera di restauro per il miglioramento del proprio se e di quello dell’umanità.

Come in un tempo non definibile nella sua interezza, ancora oggi, il collegamento con il passato muratorio definisce sacra l’autorità del Maestro Venerabile.

Nella nostra epoca e, soprattutto nei giovani, può far sorridere chi, effettivamente sconosce la realtà filosofica della Muratoria, perché, un semplice adepto o un apprendista non ancora in possesso degli arnesi dell’arte vede in essa un contrasto con i principi di libertà, d’uguaglianza e di democrazia .

Solo chi ha maturato anni di lavoro, di esperienze, di adattamento alla fraternità, ma soprattutto chi si è elevato, iniziaticamente, vede nel Venerabile Maestro, quella figura pragmatica, giammai vestita di un autoritarismo profano , ma d’un iniziato fra iniziati, nella figura del quale, si concentrano quei valori e quei principi che egli esprime come simbolo entro i confini dettati dai doveri e dai regolamenti dell’ordine dei liberi muratori.

Egli pertanto é investito di una dignità personale che gli conferisce poteri e prerogative.

Nell’azione del nostro tempo, il Maestro Venerabile ha funzione sacerdotale e didattica; amministrativa e assistenziale. Si pone al centro della vita e dell’organizzazione della loggia.

Subisce un’investitura attraverso la quale il predecessore gli trasferisce un’influenza spirituale che solo uomini in possesso d’una certa capacità misterica riuscirono a trasmettere da uomo ad uomo, tanto che il tempo e l’uomo iniziato si è prestato quale mezzo di collegamento di una catena d’unione che mai dovrà interrompersi per propria volontà e tanto avviene attraverso il rito dal quale emerge il passaggio dei poteri specifici della natura iniziatica muratoria da uomo ad uomo, dal maestro insediante a quello insediato.

Sono questi poteri basilari di una società iniziatica che ne costituiscono l’alter ego; cioè un altro se, una seconda personalità all’interno dello stesso soggetto che utilizza il testimone simbolico che gli è stato trasmesso.

Poteri che lo autorizzano a conferire l’iniziazione, assieme alle due luci, di fare uscire dalla profanità l’uomo inscritto nel cerchio della profanità e indirizzarlo nel suo perfezionamento interiore.

Il Venerabile Maestro, consacrato così a tale dignità, è pronto a salire i sette gradini che lo indicano al suo scanno a oriente e dal quale, con saggezza e con una visione collettiva della conoscenza dei fratelli di loggia, li governa, imponendo loro la via da seguire e, necessitandone il caso, la sua autorità.

Funzione alquanto difficile quest’ultima perché non deve mai dimenticare di essere il primo fra pari e, conseguentemente, agire in modo da ottenere da tutti i fratelli obbedienza che non deve incidere sugli stessi e sulla loro sensibilità.

Egli è come un direttore d’orchestra che decide sul miglior suono, amministra e governa, gli orchestrali, ma non è da despota e, quando determinate situazioni emergono fuori dalla normalità ,si consulta con le “Luci” e ,nei casi più gravi ,riunisce i fratelli nella camera di mezzo pur rimanendo responsabile di ogni soluzione finale.

E’ ben noto che la massoneria è una scuola di vita e il M.V.le è il direttore di questa scuola che oggi esprime non solo didattica, la migliore esecuzione dei rituali, non solo l’adeguamento al continuo sviluppo, attraverso la ricerca, della conoscenza esoterica e iniziatica, o della storia della massoneria ,ma esprime l’armonia di un insieme solidale.

La Massoneria è un’officina, in cui si forgia la statura del massone perché trasmetta nel sociale, comportamenti adeguati d’un iniziato, d’un uomo libero non soggetto a condizionamenti, in fede propriamente ai principi iniziali dei primi costruttori dell’arte.

Il Maestro Venerabile, che oggi è a capo d’ogni singola loggia, non ha solo ruoli istitutivi e culturali ma di attenzione a un proselitismo che sia mirato verso uomini che hanno in desiderio di scrollarsi le scorie profane.

Cura che gli aumenti di salario siano dati a fratelli meritevoli di avere bene appreso l’arte, pone tutta la sua esperienza affinché nella loggia ogni atto festoso non abbia a svolgersi con la solennità di una mera cerimonia, ma esprima la solennità d’un rito essenzialmente iniziatico.

Egli é un iniziato, che materializza le sue esperienze, esaminando, nel concreto, le attitudini dei fratelli, lo stato comportamentale di qualsiasi stato di turbamento d’ogni fratello al fine di alleviare le sue pene e perché il suo lavoro non produca nocumento all’Istituzione muratoria o alla sua stessa costruzione interiore.

Soprattutto è un uomo il cui valore è commisurato al processo di crescita interiore di tutti i fratelli che esalteranno lo sviluppo e il distinguo di un’intera loggia di obbedienza, quando serberanno di lui quella memore eredità che si mantiene solo per gli uomini di desiderio, per quei Maestri che, nel trasmettere amore, saggezza e umiltà, hanno prodotto così il bene dell’uomo e dell’intera umanità; Progetto lusinghiero cui tende oggi la libera massoneria nel mondo.

Nell’ordine massonico Italiano, la carica di M.V. è incompatibile con quelle di componente la Giunta del Grande Oriente d’Italia di cui al successivo art. 34, di Consigliere dell’Ordine, di Grande Architetto Revisore, di Ispettore di Loggia, di Giudice del Tribunale Circoscrizionale e di Giudice della Corte Centrale (Art. 20 della Costituzione dell’Ordine).

23 – 02 – 2014

***

(1)   A tale riguardo, giova ricordare come i massoni, a tutt’oggi e con riferimento all’acquisizione dell’aumento di salario al grado di “maestro,”  fanno riferimento di tale atto, riconducendolo alla leggenda Hiramita delle sacre scritture. 

(2)    Gli Old Charges, al III° Capitolo (relativo alle Logge) dichiarano: Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d’onore e di ragione, nati liberi e d’età matura ed essere discreti. Essi non devono essere né schiavi, né donne, né uomini che vivono senza morale o in modo scandaloso. 

Bibliografia:

 

Consultati i seguenti testi:

  1. a)  Il libro del vero massone di Ulisse Bacci;
  2. b)  Il ruolo del Maestro venerabile di Ottavio Callego
  3. c)   Rivista Massonica n.9 del 1976 del G.O.I.
  4. d)  Storia della Massoneria in Italia di Carlo Francovich
  5. e)  Storia della Massoneria di Roberto Gervaso.
  6. f) Il Maestro Venerabile di Virgilio Gaito ex Gran  maestro del G.O.I.-

Salvatore Casales 




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23 ottobre 2018

DA LA MIA POESIA : " Con le ali di cera " ...

 
 Per te : Christian. . .

Con le ali di cera.


Vissi ... per tanto tempo
con un bambino,
gli insegnai i primi passi,
a guardare il sole
e poi la luna e le stelle.
Stringendogli la piccola mano
gli trasferii l'amore,
gli insegnai il rispetto verso il creato,
ad amare i suoi simili.

Poi ... vissi per tanto tempo ancora
con un uomo,
ma mi accorsi che il suo passo
non era il mio insegnamento.
Ho vissuto in silenzio ...
e ... impotente ... non ho saputo
domare la forza di un fiume che straripava.

Oggi porgo lo sguardo in cielo
e imploro Dio.
Perché ? … Mi rese impotente?
Perché mi permise di lasciare
la stretta a quella mano?
A quel bimbo che, credendo d'essere un uomo,
un di incurante del sole cocente
volle arditamente volare da solo ... e da solo ...
volare sempre più in alto ...
con le ali di cera.

Salvatore Casales


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19 ottobre 2018

DA LA MIA POESIA : " E ... così " ...

 

 


                                           ( A mio padre )  


 

   E ... così ...

 

E ... così ...

Mano nella mano ...

trascorse quel tempo della fanciullezza,

fra l’incerto innocente

ed il coraggio dell’esperienza.

 

Un pò  impaurito ...

 guardavo alla tua statura

che  mi portava ad  avvicinarmi al mondo, alla vita  ...  

a quell’insieme che la gente vive,

fra lampi, tuoni e ...  

mille luci di festa.

 

E così ... trascorsero gli anni ...

si rincorsero le stagioni e poi le feste

della nostra vita,

coi suoi colori in ornamento o ...

a volte ... sbiaditi da ogni  accadimento.

 

E così ... giunto ai miei tanti anni ...

provato dal vuoto e dallo sgomento ...

solitario ...

percorrendo il  mio viale senza meta,

sono a portar ricordo

del grande papà che sei stato ...  

 

Colonna ...

che, provata da delusioni

e dalla raminga vita ...  

non perdesti mai il coraggio

di seguire la diritta via.

 

E così ... oggi  ...

sebbene del tempo é passato ...

sento vieppiù la tua presenza

e ... intesorito ... ringrazio Iddio

di farmi guardare alla tua leggenda !

Grazie ... padre.

 

Salvatore Casales

 

   Copyright


 

 


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1 settembre 2018

DA LA MIA POESIA : " E... POI ... "

 
           ( Christian)

E ... poi ...

(Ai miei più cari amici)

 

Poi ... volli vivere l’altra vita

ripercorrer l’altro tempo ...

attraversar le verdi valli e i prati in fiore

desioso di veder nuovi mondi,

d’osservar le stelle ed il firmamento.

 

E ... come a voler fermare il tempo ...

oggi ... volgo lo guardo all’orizzonte

e, mentre fra i confini dell’eterna vita

i miei lucenti occhi guardano a tutti voi ...

io ripercorro la commedia che ho vissuto.


Per tanto ... dirvi vorrei che ...

se oggi vivo unto,

come essere immortale,

lo devo a tutti voi.

Sono un uomo nuovo ...

non ho più il corpo,  non ho abiti,

né conflitti , né alcun nutrimento

a sostener la vita mia.

 

Oggi ... sono solo anima che aleggia

non più dell’antica vita  ...

non più in ansia ...

senza lupi né agnelli in lontananza

Ho già fatto penitenza ...

la terra ... che mi ha generato ...

ne  ha piena conoscenza.

In grazia di Dio ...

oggi vivo nel suo Regno,

perciò ... non affogate il lume della lucerna,

quella luce m’ é speranza di vita eterna,

e nell’altezza dell’eterne verità,

di voi, grani d’amore serbo in un forziere

divenuto conoscenza di autentica amicizia

e che, onorato, in eterno, porterò con me,

nel  ricordo di tanto affetto ricevuto.

 

Tanto ... contavo dire a tutti Voi  ...

con amore e sentimento ...

tramite  colui ... che,

la poderosa mano mi porse la prima volta.

 

Salvatore Casales

 

 

                                                            copyright


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27 agosto 2018

Notiziario di una sporca vicenda italiana.

 [18:35, 27/8/2018] Tanto mi perviene sul Caso DICIOTTI e tanto riporto perciò che merita di essere letto.
Tanto é Il pensiero del MAGISTRATO Carlo Nordio sulla vicenda giudiziaria che coinvolge il ministro Salvini



Può sembrare paradossale che una nave militare italiana venga tenuta sotto controllo dai carabinieri per evitare sbarchi indesiderabili. In realtà è un paradosso solo apparente, perché le ragioni di igiene, o di ordine pubblico, valgono anche per le forze armate. È appena il caso di ricordare che le decisioni, secondo i vari momenti e i vari allarmi, spettano ai ministri competenti e in particolare a quello dell'Interno.

Se però dai paradossi apparenti passiamo a quelli reali, c'è soltanto l'imbarazzo della scelta. Possiamo, per brevità, elencare i principali. Prima di tutto i rapporti con la magistratura. Il Procuratore della Repubblica di Agrigento, munito di mascherina e galosce protettive, è salito a bordo della "Diciotti" tra gli obiettivi delle televisioni.

A noi, magistrati di vecchio conio, il gesto ricorda quello di un PM di Milano che quarant'anni fa, durante un'operazione antirapina, esibì una pistola alla cintola, suscitando il panico tra gli addetti ai lavori visto che per l'ingresso in magistratura non è previsto l'esame di tiro a segno e spesso, tra gli inesperti, l'arma spara da sola. Ora, l'iniziativa del PM di Agrigento è certamente lodevole, tuttavia ci permettiamo di ricordargli, sempre in virtù della nostra anzianità, che i confini tra la solerte diligenza e l'esibizionismo imprudente sono sottili e incerti.

Anche perché il magistrato non si è limitato a questa operazione che, secondo il codice, avrebbe potuto benissimo delegare alla Polizia giudiziaria, ma ha anche ipotizzato un'indagine per arresto illegale e addirittura per sequestro di persona. Una tesi ardita per entrambi i reati: il primo, infatti, scatta quando c' è un arresto, e qui non risulta sia stato arrestato nessuno; il secondo si verifica quando la privazione della libertà personale è illegittima, altrimenti finirebbero sotto inchiesta anche i giudici che privano della libertà gli imputati mandandoli in galera. E in questo caso è ben difficile definire illegittima una decisione squisitamente politica, di competenza discrezionale del ministro.

A tacer del fatto che, proprio per questa ragione, se reato vi fosse, le indagini sarebbero di competenza del relativo tribunale a sensi dell'articolo 96 della Costituzione. Da ultimo, può suscitar perplessità che, a fronte di gravi e reiterate violazioni delle leggi vigenti sulla immigrazione, invece di individuare e processare scafisti e trafficanti, si ipotizzi l'incriminazione di un ministro per un atteggiamento, criticabile fin che si vuole, ma che fa parte di un accordo approvato dal Parlamento sovrano.

Ancora una volta, siamo di fronte al postino che morde il cane. Poi c'è stato l'intervento del presidente della Camera. Un intervento squisitamente politico, che si sovrappone in modo improprio alle prerogative del ministro, il quale se ne assume, appunto, la responsabilità politica. Fico si è giustificato invocando la libertà di …
[18:35, 27/8/2018] Conti Amedeo: Ripensiamo al 1997 crisi albanese con governo PDS, Prodi PDC e Napolitano agli Interni:
Blocco navale: fatto?
Respingimenti: fatti?
Non volere criminali: fatto?
Non volere migranti economici: fatto?
Ma ripercorriamo le fasi:
Il 2 Aprile 1997 Prodi spiega in Parlamento: "il carattere dell'operazione è un'attività volta soprattutto a stroncare la malavita organizzata che gestisce gli espatri"
(No non è Salvini)
In quei giorni Repubblica titola: "Blocco navale per fermare gli albanesi"
Vero e proprio BLOCCO NAVALE ma per farlo meglio digerire la chiamarono "Operazione di Convincimento"
Furono schierate:
Fregate Aviere e Sagittario
Corvette Driade e Urania
Nave militare Sibilla
Tutte furono avanzate al limite nautico delle acque territoriali albanesi con l'ordine di non far passare NESSUNO..
E cosa era accaduto qualche giorno prima?
Ebbene.. Il 28 Marzo 1997 nave Sibilla della Marina Militare sperona la fatiscente ex motovedetta militare albanese 'Kater i Rades'
Era un Venerdì Santo: 57 morti 24 dispersi, 81 vittime di cui 31 tutti minorenni sotto i 16 anni
Solo 34 sopravvissuti
(NESSUNA INCRIMINAZIONE AL TRIBUNALE DEI MINISTRI)
Nessuno del governo Prodi si presenta a BRINDISI (centrale delle operazioni)
Prodi PDC
Veltroni VICE
Napolitano INTERNO
Burlando TRASPORTI
Bersani INDUSTRIA
Nemmeno D'Alema segretario del PDS (nonché pugliese) si recò sul posto!
Durante uno dei tanti altri blocchi, la Sagittario incrociò il peschereccio Nikdei Cervo con 150 persone. Col megafono i militari italiani minacciarono di non proseguire pena rimpatrio immediato. Il peschereccio fece dietro-front senza alcun soccorso nonostante fosse in avaria
(NESSUNA OMISSIONE DI SOCCORSO CONTESTATA nonostante Quindi un BLOCCO NAVALE senza SOCCORSO nonostante la Convenzione di Amburgo del 1979 recepita in forma di Legge in Italia nel 1989)
Ma veniamo alla MAGISTRATURA:
Anche la Procura di Brindisi di allora affiancò il governo sulla linea dura con ARRESTO IMMEDIATO per comandanti equipaggi albanesi che tentassero di sconfinare in acque territoriali italiane..
PRENDO STRALCIO DELLE DICHIARAZIONI DI QUEI GIORNI DIRETTAMENTE DALLA VOCE DELLA PROCURA COMPETENTE ILLO TEMPORE --->
Il procuratore Giordano: "Si sale su un peschereccio o su un natante qualsiasi solo pagando il pedaggio.. secondo alcune testimonianze raccolte ci sono personaggi in zone di imbarco che consentono di salire a bordo solo se paghi, lasciando a terra chi non ha i soldi per pagare"
(VI RICORDA QUALCOSA DI RECENTE QUESTA ESTERNAZIONE? NO NON È SALVINI)
Prosegue: "la Procura di Brindisi ha "motivo di ritenere che i componenti gli equipaggi dei mezzi navali, siano conniventi a pieno titolo con questi sfruttatori".
Anche il questore Antonio Ruggiero ebbe a dire "fanno uso di armi o di altri metodi cruenti per intimidire i clandestini e indurli all' omertà" (VI RICORDA QUALCOSA?)
E per finire, vi riporto le parole del vice di Napolitano, Giannicola Sinisi:
"Il fenomeno è mutato di nuovo: sulle nostre coste non stanno arrivando più profughi, ma uomini e donne che vengono da zone dove la rivolta non è neppure arrivata. Cercano una vita migliore, un lavoro più redditizio; sono insomma immigrati" (VI RICORDA QUALCOSA)
E concludo alla Fedro:
Il racconto insegna: fai come dico io, ma non far quello che faccio io!

BLOCCO NAVALE SUBITO!!!!!

Aaronn


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18 agosto 2018

LE AUTOSTRADE? UNA ZECCA CHE SI E' REGALATA AGLI AVIDI POTENTI.


Insaziabili questi Benetton & c.



Nel 1935 quel contestato Duce fece costruire il viadotto Venezia- Mestre. Una autostrada sull'acqua, lunga 3 km e 850 metri, e larga 20 metri. Il lavoro fu compiuto in 680 giorni, meno di due anni. Questa autostrada sull'acqua sta ancora lì. In democrazia le hanno subito cambiato nome: Ponte del Littorio è diventato Ponte della Libertà. L'opera fu costruita senza revisioni prezzi (al contrario di come avviene oggi in democrazia) e con i soldi avanzati, l' ingegner Miozzi ha costruito subito dopo il Ponte degli Scalzi.
Quel tanto inveterato  Duce inaugurò entrambi in 2 anni.

Eugenio Miozzi, esemplare per onestà e capacità, non ha una via intestata a lui, perché è morto nel 1979 in piena democrazia quando UOMINI come lui sono considerati da dimenticare, al pari del Duce.

Insaziabili questi Benetton, più guadagnavano meno spendevano per la manutenzione delle autostrade che avevano avuto in regalo dal centrosinistra.
Fortunati questi Benetton. In pieno delirio privatizzatore comprano dall'IRI la catena Gs. La comprano con i soldi delle banche e subito la rivendono, guadagnandoci 4500 miliardi di lire. In euro sarebbero due miliardi e 250 milioni.

Fantasiosi questi Benetton. Prodi, Ciampi e Giuliano Amato s'erano impegnati con Bruxelles e soprattutto con francesi e tedeschi a smantellare l'Iri. Massimo D'Alema li prende in parola e nel 1999 decide di privatizzare la rete autostradale di proprietà dell'Iri e quindi dello Stato. Ancora una volta i Benetton non si perdono d'animo. Una lira delle loro non la rischiano, non sia mai. Bussano a Banca Intesa e gli viene aperto. Chiedono un piccolo prestito che in euro è di 8 miliardi e l'ottengono. Con questi soldi comprano dall'Iri Autostrade. Per due, tre anni la manutenzione della rete è quasi inesistente. Con i soldi rastrellati ai caselli e l'aumento delle tariffe restituiscono i soldi a Intesa.

Le Autostrade sono una Zecca che produce moneta sonante. I Benetton semifalliti come imprenditori del tessile-abbigliamento hanno diversificato e incassano tanti di quei soldi da diventare investitori globali.

Grandi investitori, questi Benetton. Con i soldi guadagnati con una gestione finanziaria e non industriale della rete autostradale ex Iri i Benetton diventano soci degli spagnoli di Albertis e comprano il 50% della rete. Vito Gamberale si dimette dalla societa Autostrade perché non ne condivide la politica. Si pensa solo a incassare soldi ma si bada poco alla manutenzione e alla modernizzazione di un asset così importante.

Insaziabili questi Benetton. Con una redditività del 25% decidono di tagliare le spese di  manutenzione. Per loro le Autostrade ex Iri sono una miniera d'oro inesauribile. Aumma aumma nel 2016 ottengono una proroga quarantennale con un emendamento aggiunto all'ultimo minuto dal governo alla Finanziaria. Una vergogna. La banda Renzi è capace di tutto. I predecessori  non sono stati da meno. I contratti che riguardano i concessionari delle autostrade vengono secretati.
E la trasparenza del mercato, la concorrenza, le terzietà della politica, l'occhiuta vigilanza del commissario per la concorrenza di Bruxelles?  Tutto fumo, chiacchiere e distintivo.

Questa banda di malavitosi merita un decreto del governo che spazzi via  la benevolenza di TAR e magistratura civile corrotta.
E che faccia capire a opposizioni e potere mediatico che "la fortuna" sta abbandonando i Benetton, e quelli come loro ... é bastevole essere onesti ed avere coraggio.



Aaron  ***


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17 agosto 2018

I RETROSCENA DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI

 

PERCHÉ GLI ITALIANI SAPPIANO I RETROSCENA DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI:

Un giornalista d’inchiesta svela importanti retroscena su Autostrade per l’italia:

Partiamo dall'inizio. Perché una società strategica per gli italiani, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e introiti certi - che sono aumentati vertiginosamente negli anni com’era prevedibile - sia stata ceduta ad imprenditori privati ?

Facciamo un passo indietro: e’ il 1992 il Cartello finanziario internazionale mette gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal Cartello stesso. Il loro compito è quello di cedere le banche ed i gioielli di Stato italiani ai potentati finanziari internazionali anche attraverso il filtro di imprenditori nostrani.      

E’ l’anno della riunione sul Britannia quando il gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con uno yacht della Corona inglese. Sono venuti a ridisegnare il capitalismo in italia a danno degli italiani, a fare incetta delle nostre migliori aziende e ad arruolare quelli che saranno i loro fedeli servitori al Governo del paese a cui garantiranno incarichi di prestigio: il maggior beneficiario sarà Mario Draghi ma tra i più servili Prodi, Andreatta, Ciampi, Amato, D’alema. I primi 3 erano già entrati a pieno titolo nel Club Bilderberg, nella Commissione Trilaterale ed in altre organizzazioni del capitalismo speculativo anglo/americano che aveva deciso di attaccare e conquistare  il nostro paese con l’appoggio di spietate banche d’affari come la Goldman Sachs che favorirà gli incredibili scatti di carriera dei suoi ex dipendenti:  Prodi e Draghi prima e Mario Monti dopo.

E’ l’anno in cui in soli 7 giorni cambiano il sistema monetario italiano che viene sottratto dal controllo del Governo e messo nelle mani della finanza speculativa. Per farlo vengono privatizzati gli istituti di credito e gli enti pubblici compresi quelli azionisti della Banca D’Italia, è l’anno in cui viene impedito al Ministero del Tesoro di concordare con la Banca d’Italia il tasso ufficiale di sconto (costo del denaro alla sua emissione) che viene quindi ceduto a privati.

 E’ l’anno della firma del Trattato di Maastricht e l’adesione ai vincoli europei. In pratica è l’anno in cui un manipolo di uomini palesemente al servizio del Cartello finanziario internazionale ha ceduto ogni nostra sovranità.

Bisognava passare alle aziende di Stato, l’attacco speculativo di Soros che aveva deprezzato la lira di quasi il 30% permetteva l’acquisto dei nostri gioielli di Stato a prezzi di saldo e così arrivarono gli avvoltoi.

La maggior parte delle nostre aziende statali strategiche passò in mano straniera o comunque fu privatizzata. Ma la cosa più eclatante fu che l’IRI (istituto di ricostruzione industriale) che nella pancia alla fine degli anni ’80 aveva circa 1000 società, fiore all’occhiello del nostro paese fu smembrata e svenduta con la complicità del suo Presidente storico Romano Prodi (dal 1982 al 1989 e durante un periodo tra il 1993 ed il 1994) che fu premiato dal Cartello che favorì la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio  in Italia e poi alla Commissione Europea. A sostituirlo come Presidente del Consiglio in Italia e a continuare il suo lavoro di smembramento delle aziende di Stato ci penserà Massimo D’Alema che nel 1999 favorirà la cessione, tra le altre, di Autostrade per l’Italia e Autogrill alla famiglia Benetton, che di fatto hanno, così, assunto il monopolio assoluto nel settore del pedaggio e della ristorazione autostradale. Una operazione che farà perdere allo Stato italiano miliardi di fatturato ogni anno.

Le carte ci dicono che in quegli anni il Presidente dell’IRI era tale Gian Maria Gros-Pietro.

Lo conoscevate ? Io credo di no. Invece il Cartello finanziario speculativo lo conosceva bene e nel 2001 lo convocò alla riunione del Bilderberg in Svezia, indovinate insieme a chi ? Insieme a Mario Draghi e ad un certo Mario Monti entrambi saranno ampiamente ripagati dal Cartello stesso che in futuro riuscì a piazzare Draghi alla Banca d’Italia e poi alla  BCE e Mario Monti dalla Goldman Sachs alla Commissione Europea e poi a capo del Governo (non eletto) in Italia.

E che cosa ne è stato di Gian Maria Gros Pietro ? qui viene il bello. Qui arriviamo al tema di questo post.

Gian Maria Gros-Pietro, che già nel fatidico 1992 era Presidente della Commissione per le Strategi industriali nelle privatizzazioni del Ministero dell’Industria, nel 1994 diviene membro della Commissione per le Privatizzazioni istituita ... indovinate da chi ? ... da Mario Draghi. Ora capite come lavora il Cartello finanziario speculativo per mettere tentacoli ovunque e per far si che ci sia sempre un proprio esponente nei ruoli chiave. Ma non finisce qui. Come abbiamo visto nel 1997 Gross Pietro è Presidente dell’Iri mentre viene organizzata la cessione a prezzi di saldo di Autostrade per l'italia che avverrà nel 1999 col passaggio al Gruppo Atlantia s.p.a, controllata da Edizione srl, la holding di famiglia dei Benetton.

Gros-Pietro firma la cessione, la famiglia Benetton gli strizza l’occhio.

Cosa voleva dire metaforicamente quella strizzatina d’occhio ?

Ora immaginate l’inimmaginabile.

Cosa accade nel 2002 ? Gian Maria Gros-Pietro, dopo aver gestito la privatizzazione dell'Eni andrà a presiedere per quasi 10 anni indovinate che cosa?… proprio la Atlantia S.p.a, la società alla quale solo tre anni prima, come dipendente pubblico, aveva svenduto la gestione dei servizi autostradali italiani.

Le jeux sont fait.

A questo punto proviamo a leggere i termini del contratto di concessione della rete autostradale. Mi dispiace cari amici. Non si può. Sono stati coperti da segreto di Stato manco si trattasse di una riservatissima operazione militare.

Ma com’è stato svolto in questi anni il servizio di manutenzione ordinaria da parte dei concessionari di Autostrade per l’Italia ?

La macabra risposta è descritta nei tragici eventi di Genova e non solo.

Leggendo quanto emerge dalla relazione annuale (2017) sull’attività del settore autostradale in concessione pubblicata sul sito del Ministero e dei trasporti si evince una crescita esponenziale del fatturato (quasi 7 miliardi) e dei pedaggi. In calo solo gli investimenti (calati addirittura del 20%) e la spesa per manutenzioni in controtendenza rispetto alla logica che dovrebbe prevedere un aumento dei costi della manutenzione contestualmente all’aumento del traffico. Ma la sicurezza degli automobilisti è stata messa in secondo piano rispetto alla massimizzazione dei profitti già di per se abnormi.

E com’è andata invece con gli interventi straordinari ad opera dei Ministeri preposti ?

Non c’erano soldi da destinare ad interventi straordinari seppur richiesti dagli esperti a causa dei vincoli di bilancio da rispettare e imposti dal pareggio di bilancio.

Quali vincoli ? Quelli europei. E da chi sono stati imposti questi vincoli ? dal Trattato di Maastricht del 1992, da quello di Lisbona del 2007 e dal pareggio di bilancio in costituzione del 2011. E chi li ha voluti ? Indovinate? Nell'ordine Romano Podi, Massimo D’alema, Mario Monti, con l’appoggio esterno di Mario Draghi.Torna la cricca al completo.

Ma non erano quelli che insieme partecipavano alle organizzazioni del Cartello finanziario speculativo che voleva far crollare il nostro paese ?

Esattamente. Il cerchio si chiude.

Solidarietà alle vittime di Genova. Per il crollo del ponte autostradale.

Solidarietà agli italiani per il crollo annunciato e pianificato del loro paese.

Parte del testo è tratto dal libro/inchiesta “La Matrix Europea” di Francesco Amodeo.

 




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26 giugno 2018

DEI GIOVANI STANNO TENTANDO DI RIDARE DIGNITA' ALL'ITALIA E AGLI ITALIANI

 
Siamo di fronte a una politica spregiudicata che persegue il potere costi quel che costi, con alleati che diventano rivali, manipolando i contenuti e ingannando gli elettori

Buongiorno amici. Al governo nazionale la Lega è alleata del Movimento 5 Stelle contro il Centrodestra e il Centrosinistra che stanno all’opposizione. A livello locale, Regioni, Province e Comuni, la Lega è alleata del Centrodestra contro il Movimento 5 Stelle e il Centrosinistra schierati sul fronte opposto. Nel Parlamento Europeo, la Lega fa parte del Gruppo “Europa delle Nazioni e delle Libertà” insieme al Fronte Nazionale di Marine Le Pen; mentre il Movimento 5 Stelle è schierato con il Gruppo avverso della “Europa della Libertà e della Democrazia diretta” insieme all’Ukip di Nigel Farage; infine Forza Italia aderisce al Gruppo del tutto contrapposto del “Partito Popolare Europeo” capitanato dalla CDU di Angela Merkel. 

Che cosa ci dicono questi fatti? Che siamo di fronte ad una politica dove il potere è sconnesso dai contenuti che identificano un partito e che si sostanziano di valori, di idee, di ideali e di una prospettiva. Questi contenuti si rivelano uno specchietto per allodole per carpire il consenso degli elettori. Ma subito dopo il voto la gestione del potere segue logiche diverse, anche a costo di rinnegare gli impegni assunti e tradire i propri elettori. In definitiva si sta accreditando una politica del tutto spregiudicata, dove tutto e il contrario di tutto diventano leciti pur di conquistare il potere. 

Resta il fatto che questa politica appiattita sul potere costi quel che costi ha il respiro corto, proprio perché si è costretti a navigare a vista pur di perpetuare il proprio potere, senza una rotta certa e soprattutto senza il conforto di un traguardo che simbolicamente rappresenta il successo nell’adempimento del bene comune che dà un senso profondo al nostro impegno nella politica. 

Cari amici, per tutto ciò sono moralmente contrario a questo sodalizio contro-natura tra la Lega e il Movimento 5 Stelle al governo nazionale, così come la considero politicamente una scelta miope e controproducente nel medio e lungo termine. Dobbiamo impegnarci affinché l’Italia possa essere governata da una coalizione coesa sul piano dei contenuti politici, in cui le azioni concrete prevalgano sulle denunce speculative e, soprattutto, in cui il bene dei cittadini primeggi rispetto alla ricerca ossessiva del consenso da parte dei leader e dei partiti. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo.

Fonte:https://www.magdicristianoallam.it/buongiorno-amici/siamo-di-fronte-a-una-politica-spregiudicata-che-persegue-il-potere-costi-quel-che-costi-con-alleati-che-diventano-rivali-manipolando-i-contenuti-e-ingannando-gli-elettori.html

Leggo e commento:

Christiano ... non condivido la tua titolata affermazione.

Epperò ... la rispetto,sebbene si allontana da una concettualità nascente ,e forse logica e razionale, qual'é quella che, sparite le antiche ideologie, oggi  é l'uomo a far prevalere il suo valore, operando fattivamente per il bene comune... L'umanità ... caro Christiano.

E’ necessario ascoltare i cittadini e mettersi al loro servizio perché é da millenni, e la storia ce lo racconta, che l'umanità non può né dev'essere  rappresentata dal potere del vil danaro, così comé stata ideata l'Europa Unita, ma dall'uomo che lavora, dall'uomo che costruisce valore per se e per gli altri.

Christiano... non é un governicchio assurdo, come si vorrebbe far credere , sono la risultanza di una consultazione in cui il popolo, ed era l'ora, si é espresso democraticamente. E’ un governo rappresentato  da  giovani che si sono scelti utilizzando l'intelligenza, che sono entrati nelle case degli italiani, che hanno compreso i loro bisogni, le loro speranze  , insomma hanno compreso una nazione, che già volgeva sull'orlo del precipizio, l'Italia che dal 1947 é stata defraudata dal potere politico.

Ci riusciranno Di Maio, troppo giovane per dargli fiducia? Il Prof. Conte ,una persona tanto qualificata quanto a modo? E Salvini, più concreto e audace ?

Non so risponderti . . .  perdona se ti do del Tu, confidenziale , perché probabilmente gli anni mi consentono più audacia, ma sempre di rispetto. Perciò ... lasciamo a questi Tre soggetti la licenza di portare avanti "Il Cambiamento" ; lasciamo che, strada facendo,  correggano il loro percorso irto e pieno di buche.

Sono solo dei neofiti, ma perlomeno più onesti, almeno nell'apparenza consentimi, di quei tromboni del passato che si sono solo appropriati del potere decisionale senza ascoltare realmente quali le autentiche speranze e i bisogni  degli italiani.

Salvatore Casales


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permalink | inviato da Aaronn il 26/6/2018 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


24 giugno 2018

Notiziario del compasso : " Il Maestro Venerabile ieri e oggi."

 






Il Venerabile Maestro;

Sembrerebbe un appellativo tanto reverenziale, quanto irritante, per chi non concorda la relazione con l’arte della libera muratoria. Di certo c’è che, l’origine del titolo di venerabile maestro, deriva da molto lontano con riferimenti che, nel tempo, pur esaltando e attribuendole qualificazione, diventa funzione elevata di un soggetto, che emerge per sapienza, maestria e saggezza, al vertice di una loggia che presiede e governa.

Inevitabilmente è la storia ad avere assegnato un tempo in cui s’intese elevare l’uomo a tale dignità che ha una sua origine e un suo precipuo compito.
Non c’è alcun dubbio, epperò, che tal epiteto si rifaccia a quell’arte regale per eccellenza che si volle essere protetta dai re e dai potenti della terra che, in alcuni paesi come l’Inghilterra e la Germania di allora e tuttora, é attribuita alla massoneria.

Arte Regale esercitata in un alone misterioso, anche su mandato di vescovi e pontefici, che circondava le corporazioni di quel tempo storico, (1300-1400) che, ebbero il precipuo scopo di invadere l’Europa di quei simboli distintivi che rappresentassero il potere indiscutibile del cattolicesimo, all’epoca contrastato dal protestantesimo imperante.

Giova ricordare anche che fin dai tempi di Autari, (584), già esistevano in Italia, le compagnie dei Maestri Comacini che esercitarono l’architettura lombarda fino al tredicesimo secolo e che, assieme ai monaci benedettini, insegnarono anche in altri paesi, la scienza e l’arte di costruire quelle grandi cattedrali e i monasteri che a tutt’oggi ci mostrano, con la loro testimonianza in uno splendore immaginifico, il potere del cattolicesimo di quell’epoca.
Per ciò, avendo quei monaci assunto varie commesse, bisognosi di personale sempre più numeroso, furono indotti a educare e qualificare allievi anche fra i non religiosi.
Solo i monaci, precipuamente i benedettini, così preposti all’insegnamento delle regole e dei primi elementi dell’arte, furono chiamati venerabili in quando sacerdoti e maestri perché i soli a impartire l’insegnamento dell’arte.

Solo dal tredicesimo secolo in poi, gli allievi lavoratori della pietra, fra i più che intesero l’arte, ma che in vero avevano assunto la conoscenza della costruzione, stanchi di permanere sottomessi ai loro capi monastici, si organizzarono in un organismo, facendo proprie le regole di costruzione dell’arte gotica della quale, ne avevano scoperto i segreti . (1)
Questo corpo nascente, epperò si distinse dal precedente corporativismo perché i compagni, facenti le veci di maestri, resero partecipi gli apprendisti , dei segreti dell’arte e, ritenendoli  uguali a loro, iniziarono a chiamarli fratelli.

Questo nuovo gruppo di lavoro richiedeva che i compagni più abili e cognitori dell’arte fossero incaricati di sorvegliare e sovrintendere ai lavori più importanti e che divenissero così dei vice maestri, addetti alla direzione limitata a determinati lavori. Il loro insegnamento non era solo riferito all’opera tecnica della costruzione, ma assumeva carattere morale e religioso. Una religiosità che, dagli adepti era assunta autonomamente e che era riferita ai simboli tali da rientrare nell’ortodossia cattolica.

Come dai capi mastro si sia giunti al non facile titolo da conseguire,  è deducibile dal fatto che solo i più dotati intellettualmente e soggetti a selezioni severe, solo dopo anni, erano gratificati ad assurgere alla dignità di Maestro Venerabile.

Da tanto, ne derivò che dovendosi conservare i segreti dell’arte dell’elevazione, agli aspiranti desiderosi di intraprendere l’arte fu richiesto di essere uomini liberi e di buoni costumi. (2)
Liberi, di non essere costretti a comunicare i segreti del mestiere, di buoni costumi, perché una vita disordinata poteva condurre alla disarmonia del gruppo.

Nel determinarne le peculiari caratteristiche, le corporazioni sorte di ogni loggia si diedero delle regole in seno al gruppo di lavoro.
I Fratelli più capaci, in particolari riunioni che si tenevano nelle logge, dai compagni vice maestri erano scelti una volta l’anno per dirigere l’officina con il titolo di Maestro Venerabile.
Questi, a sua volta, era aiutato da due vice maestri, che assumevano il titolo di sorveglianti, scelti fra i compagni più esperti nell’arte della costruzione con il compito di sorvegliare il lavoro degli apprendisti; Il primo sorvegliante d’istruire questi ultimi, il secondo sorvegliante, di sorvegliare i compagni.

Questa, la più concreta motivazione che si attribuì al titolo di “Maestro Venerabile, ” designato per la sua età, viepiù per le sue competenze tecniche, apprezzato per sapere dirigere l’opera e per imprimere quel concetto d’uguaglianza, di fratellanza attorno al gruppo di lavoro, reso libero dai condizionamenti di potere e di rivelare i segreti dell’arte.

L’evoluzione che l’istituto muratorio ebbe, in epoca successiva, animato dalla volontà della sopravivenza, nel tempo, mutò gli scopi iniziali (pedamentali) e formativi della libera muratoria che, tradotti alla nostra conoscenza, sono riportati in ogni testo, in cui ci é descritta la storia dell’arte delle grandi costruzioni e dei rituali distinti per grado.

Nonostante, epperò, la Libera Muratoria fosse stata soggetta all’evoluzione radicale del sistema, non mutò, nel tempo, né venne meno il significato che si continuava a dare al titolo del Venerabile Maestro.

Ne fu testimonianza, insieme ai tanti ordini susseguitisi, l’avvento dell’Ordine dei Templari. Nella loro storia, non sempre chiara, si narra, come continuasse ad esistere la figura di un Venerabile Gran Maestro eletto esclusivamente dai monaci, i quali gli tributavano completa obbedienza e alcuno di loro poteva portare mutamenti alle leggi del Maestro.

La società, intanto, faceva il suo corso e il percorso dei muratori mutava repentinamente la propria filosofia operativa in quella speculativa, a causa di molteplici motivi, dovuti alla carente acquisizione di nuove commesse.

Il direttore che sovrintendeva alla costruzione di ieri … titolato a essere nominato Maestro Venerabile … ancora oggi, permane essere quel soggetto scelto da una loggia che, per anzianità senno ed equilibrio, sovrintende alla costruzione di un tempio.
Non c’è più l’edificio da costruire e/o da restaurare materialmente, ma quello interiore da modellare nell’uomo che aspira a tramutare in conoscenza l’azione, l’opera di restauro per il miglioramento del proprio se e di quello dell’umanità. 

Come in un tempo non definibile nella sua interezza, ancora oggi, il collegamento con il passato muratorio definisce sacra l’autorità del Maestro Venerabile.

Nella nostra epoca e, soprattutto nei giovani, può far sorridere chi, effettivamente sconosce la realtà filosofica della Muratoria, perché, un semplice adepto o un apprendista non ancora in possesso degli arnesi dell’arte vede in essa un contrasto con i principi di libertà, d’uguaglianza e di democrazia .

Solo chi ha maturato anni di lavoro, di esperienze, di adattamento alla fraternità, ma soprattutto chi si è elevato, iniziaticamente, vede nel Venerabile Maestro, quella figura pragmatica, giammai vestita di un autoritarismo profano , ma d’un iniziato fra iniziati, nella figura del quale, si concentrano quei valori e quei principi che egli esprime come simbolo entro i confini dettati dai doveri e dai regolamenti dell’ordine dei liberi muratori.
Egli pertanto é investito di una dignità personale che gli conferisce poteri e prerogative.

Nell’azione del nostro tempo, il Maestro Venerabile ha funzione sacerdotale e didattica; amministrativa e assistenziale. Si pone al centro della vita e dell’organizzazione della loggia.

Subisce un’investitura attraverso la quale il predecessore gli trasferisce un’influenza spirituale che solo uomini in possesso d’una certa capacità misterica riuscirono a trasmettere da uomo ad uomo, tanto che il tempo e l’uomo iniziato si è prestato quale mezzo di collegamento di una catena d’unione che mai dovrà interrompersi per propria volontà e tanto avviene attraverso il rito dal quale emerge il passaggio dei poteri specifici della natura iniziatica muratoria da uomo ad uomo, dal maestro insediante a quello insediato.

Sono questi poteri basilari di una società iniziatica che ne costituiscono l’alter ego; cioè un altro se, una seconda personalità all’interno dello stesso soggetto che utilizza il testimone simbolico che gli è stato trasmesso.

Poteri che lo autorizzano a conferire l’iniziazione, assieme alle due luci, di fare uscire dalla profanità l’uomo inscritto nel cerchio della profanità e indirizzarlo nel suo perfezionamento interiore.

Il Venerabile Maestro, consacrato così a tale dignità, è pronto a salire i sette gradini che lo indicano al suo scanno a oriente e dal quale, con saggezza e con una visione collettiva della conoscenza dei fratelli di loggia, li governa, imponendo loro la via da seguire e, necessitandone il caso, la sua autorità.

Funzione alquanto difficile quest’ultima perché non deve mai dimenticare di essere il primo fra pari e, conseguentemente, agire in modo da ottenere da tutti i fratelli obbedienza che non deve incidere sugli stessi e sulla loro sensibilità.

Egli è come un direttore d’orchestra che decide sul miglior suono, amministra e governa, gli orchestrali, ma non è da despota e, quando determinate situazioni emergono fuori dalla normalità ,si consulta con le “Luci” e ,nei casi più gravi ,riunisce i fratelli nella camera di mezzo pur rimanendo responsabile di ogni soluzione finale.

E’ ben noto che la massoneria è una scuola di vita e il M.V.le è il direttore di questa scuola che oggi esprime non solo didattica, la migliore esecuzione dei rituali, non solo l’adeguamento al continuo sviluppo, attraverso la ricerca, della conoscenza esoterica e iniziatica, o della storia della massoneria ,ma esprime l’armonia di un insieme solidale.
La Massoneria è un’officina, in cui si forgia la statura del massone perché trasmetta nel sociale, comportamenti adeguati d’un iniziato, d’un uomo libero non soggetto a condizionamenti, in fede propriamente ai principi iniziali dei primi costruttori dell’arte.
Il Maestro Venerabile, che oggi è a capo d’ogni singola loggia, non ha solo ruoli istitutivi e culturali ma di attenzione a un proselitismo che sia mirato verso uomini che hanno in desiderio di scrollarsi le scorie profane.
Cura che gli aumenti di salario siano dati a fratelli meritevoli di avere bene appreso l’arte, pone tutta la sua esperienza affinché nella loggia ogni atto festoso non abbia a svolgersi con la solennità di una mera cerimonia, ma esprima la solennità d’un rito essenzialmente iniziatico.
Egli é un iniziato, che materializza le sue esperienze, esaminando, nel concreto, le attitudini dei fratelli, lo stato comportamentale di qualsiasi stato di turbamento d’ogni fratello al fine di alleviare le sue pene e perché il suo lavoro non produca nocumento all’Istituzione muratoria o alla sua stessa costruzione interiore.
Soprattutto è un uomo il cui valore è commisurato al processo di crescita interiore di tutti i fratelli che esalteranno lo sviluppo e il distinguo di un’intera loggia di obbedienza, quando serberanno di lui quella memore eredità che si mantiene solo per gli uomini di desiderio, per quei Maestri che, nel trasmettere amore, saggezza e umiltà, hanno prodotto così il bene dell’uomo e dell’intera umanità; Progetto lusinghiero cui tende oggi la libera massoneria nel mondo.
 Nell’ordine massonico Italiano, la carica di M.V. è incompatibile con quelle di componente la Giunta del Grande Oriente d'Italia di cui al successivo art. 34, di Consigliere dell'Ordine, di Grande Architetto Revisore, di Ispettore di Loggia, di Giudice del Tribunale Circoscrizionale e di Giudice della Corte Centrale (Art. 20 della Costituzione dell'Ordine).

***
(1)   A tale riguardo, giova ricordare come i massoni, a tutt’oggi e con riferimento all’acquisizione dell’aumento di salario al grado di “maestro,”  fanno riferimento di tale atto, riconducendolo alla leggenda Hiramita delle sacre scritture.

(2)    Gli Old Charges, al III° Capitolo (relativo alle Logge) dichiarano: Coloro che sono ammessi ad esser membri di una Loggia devono essere persone di buona reputazione, compresi d’onore e di ragione, nati liberi e d’età matura ed essere discreti. Essi non devono essere né schiavi, né donne, né uomini che vivono senza morale o in modo scandaloso.



Bibliografia:

Consultati i seguenti testi:

a)  Il libro del vero massone di Ulisse Bacci;
b)  Il ruolo del Maestro venerabile di Ottavio Callego
c)   Rivista Massonica n.9 del 1976 del G.O.I.
d)  Storia della Massoneria in Italia di Carlo Francovich
e)  Storia della Massoneria di Roberto Gervaso.
f) Il Maestro Venerabile di Virgilio Gaito ex Gran  maestro del G.O.I.-


Salvatore Casales 


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permalink | inviato da Aaronn il 24/6/2018 alle 6:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 maggio 2018

Dai miei versi "E ... IL TEMPO "

 

Ricordando Christian

E il tempo ...

E il tempo scorre,
e lascia tracce,
lascia ricordi,
lacrime nascoste
dietro l'ermetico silenzio.
Silenzio che tutto asconde
come tesoro
in un forziere d'amore
dove gelose giacciono parole non dette,
che in eterno rimangono nell'animo.

Salvatore Casales


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16 maggio 2018

Dai miei versi " Di Te ... "

 

( Al mio caro figlio Christian )

Di Te

Il pensiero di te,

vive nella tormenta;

penetra nel segreto della conoscenza,

vive la tua esistenza.

E ... come gabbiano che sorvola

acque azzurre

d’un mare calmo

in cerca del nutrimento dei suoi piccoli ...

così ... io ... con le ali spiegate

tento voli nell’assoluto

in cerca d’infiniti spazi,

dove tu possa aver trovato ...

nel segreto dell’universo ...

il sereno dell’ultima vita.

 

Salvatore Casales

 

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